Leonardo punta a 142 miliardi entro 2030 e conferma leadership high-tech globale sicurezza

Leonardo punta a 142 miliardi entro 2030 e conferma leadership high-tech globale sicurezza

Leonardo punta a 142 miliardi entro 2030 e conferma leadership high-tech globale sicurezza

Il Consiglio di Amministrazione di Leonardo, presieduto da Stefano Pontecorvo, ha approvato all’unanimità l’aggiornamento del Piano Industriale 2026-2030. Il piano prevede ordini cumulati per 142 miliardi di euro, con un focus su soluzioni multidominio per la Difesa e la Sicurezza, rafforzate da partnership strategiche e presenza globale diversificata. I ricavi cresceranno con un CAGR del 9%, sostenuti da un elevato livello di investimenti e un rapporto Book-to-Bill superiore a 1. La redditività raddoppierà entro il 2030, con un EBITA cumulato pari a 14 miliardi e un Free Operating Cash Flow stimato a 8 miliardi. L’AD Roberto Cingolani sottolinea il ruolo di Leonardo come player high-tech globale, con innovazioni come il Michelangelo Dome a supporto della sicurezza integrata e multidominio.

Leonardo approva il nuovo Piano Industriale 2026-2030 con ambiziosi obiettivi di crescita e innovazione

Il Consiglio di Amministrazione di Leonardo, presieduto da Stefano Pontecorvo, ha dato ieri via libera all’unanimità all’aggiornamento del Piano Industriale per il quinquennio 2026-2030. Il piano prevede ordini cumulati per 142 miliardi di euro, con un’attenzione particolare allo sviluppo di soluzioni complete per la Difesa e Sicurezza, rafforzate da partnership strategiche. La strategia include una presenza globale diversificata per clienti e mercati, valorizzando anche le opportunità offerte dal progetto Michelangelo Dome e dalle innovative soluzioni multidominio a uso duale.

Sul fronte dei ricavi, il gruppo si attende un tasso di crescita annuale composto (CAGR) del 9%, sostenuto da un solido portafoglio ordini e da ingenti investimenti volti ad aumentare la capacità produttiva. L’aumento previsto interessa tutte le business units, testimoniando una crescita continua nelle consegne e nei servizi. L’indice Book-to-Bill si mantiene costantemente superiore a 1, segnale di una domanda robusta e di una gestione commerciale efficace.

La redditività, inoltre, è stimata più che raddoppiata entro il 2030 rispetto al 2025, con un EBITA cumulato previsto di 14 miliardi nel periodo considerato. Il miglioramento della marginalità sarà possibile grazie a una gestione operativa rafforzata e a un piano di efficienza trasversale a tutte le divisioni. È previsto un raddoppio del Free Operating Cash Flow, con una stima di 8 miliardi cumulati tra il 2026 e il 2030, sostenuto da una maggiore profittabilità e da continui investimenti in tecnologie innovative, ampliamento della capacità produttiva e innovazione. Il piano prevede anche un impatto positivo delle imposte per cassa a partire dal 2026, dovuto al pieno utilizzo delle perdite operative nette pregresse.

Roberto Cingolani, Amministratore Delegato e Direttore Generale di Leonardo, ha sottolineato come l’azienda abbia superato ogni aspettativa del primo Piano Industriale, investendo significativamente in digitale, intelligenza artificiale e cybersecurity. Grazie a queste basi, Leonardo dispone oggi di un vantaggio competitivo raro e può sviluppare soluzioni avanzate per affrontare minacce future. Il nuovo piano segna la strada verso il consolidamento del ruolo dell’azienda come player high-tech della sicurezza globale, evidenziando l’importanza del Michelangelo Dome come esempio concreto della visione multidominio e della capacità di fornire strumenti sovrani e interoperabili. Cingolani ha definito l’architettura di difesa come integrata e aperta, necessaria per rispondere a minacce sempre più ibride e interconnesse.

Leonardo presenta il nuovo Piano Industriale 2026-2030: crescita strategica e innovazione multidominio

Il Consiglio di Amministrazione di Leonardo, guidato dal Presidente Stefano Pontecorvo, ha approvato all’unanimità l’aggiornamento del Piano Industriale per il periodo 2026-2030, delineando una strategia ambiziosa e orientata allo sviluppo di soluzioni complete per la Difesa e Sicurezza. Tra gli elementi chiave del piano emergono ordini cumulati attesi per 142 miliardi di euro, una presenza globale rafforzata attraverso la diversificazione geografia e clienti, nonché un significativo impulso derivante dall’introduzione del Michelangelo Dome e delle nuove tecnologie multidominio dual-use. Questi fattori sono alla base di una visione strategica rivolta a consolidare la posizione di Leonardo come player high-tech nel settore della sicurezza globale.

Le previsioni finanziarie indicano un tasso di crescita composto annuo (CAGR) dei ricavi del 9%, supportato da un portafoglio ordini solido e da investimenti consistenti mirati all’espansione delle capacità produttive. L’aumento previsto dei volumi interessa tutte le business unit, riflettendo un trend positivo nelle consegne e nei servizi offerti dal Gruppo. L’equilibrio tra nuovi ordini e fatturato viene confermato da un rapporto Book-to-Bill stabilmente superiore a 1, segno di un’attività commerciale vivace e in espansione.

Un punto focale riguarda il miglioramento della redditività, attesa raddoppiata entro il 2030 rispetto al 2025, con un EBITA cumulato stimato a 14 miliardi nel quinquennio considerato. La marginalità beneficerà di una gestione operativa più efficiente e di un piano di efficienza trasversale alle diverse Divisioni. Parallelamente, si prevede il raddoppio del Free Operating Cash Flow (FOCF) con una proiezione di 8 miliardi cumulati, grazie a una maggiore profittabilità che permetterà di sostenere gli investimenti in innovazione e tecnologie all’avanguardia, mantenendo una rigorosa attenzione ai costi e alla crescita produttiva.

Roberto Cingolani, Amministratore Delegato e Direttore Generale, ha sottolineato come Leonardo abbia superato le aspettative del precedente piano industriale, rendendo disponibili piattaforme avanzate terrestri, navali, aeree e spaziali. L’investimento nel digitale, intelligenza artificiale e cybersecurity ha permesso di sviluppare soluzioni competitive e innovative per fronteggiare le minacce emergenti. Il nuovo Piano Industriale disegna un percorso chiaro verso il rafforzamento del ruolo di Leonardo nel settore della sicurezza globale, sviluppando un’architettura di difesa integrata, aperta e in grado di rispondere a uno scenario di minacce ibride sempre più complesse e connesse.

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