Algeria: Malek annuncia potenziale incremento delle forniture di gas verso l’Italia.

Algeria: Malek annuncia potenziale incremento delle forniture di gas verso l’Italia.

Algeria: Malek annuncia potenziale incremento delle forniture di gas verso l’Italia.

Cooperazione Italo-Algerina: Le Prospettive Future

Roma (Italpress) – L’analisi condotta dall’esperto algerino Anwar Malek mette in luce l’importanza strategica della cooperazione tra Italia e Algeria, principalmente nel settore energetico. L’Algeria si conferma come il principale fornitore di gas naturale per l’Italia, con esportazioni previste in aumento, passando da 9,7 miliardi di metri cubi nel 2019 a 21,2 miliardi entro il 2024. Nonostante questo trend positivo, Malek avverte che esistono vincoli tecnici ed economici che limitano la capacità di incrementare ulteriormente le esportazioni. La risoluzione dei problemi infrastrutturali legati al gasdotto Transmed, che sembra già operare a pieno regime, rappresenta una priorità.

Malek ha spiegato che un aumento significativo delle esportazioni algerine richiede non solo miglioramenti infrastrutturali, ma anche un incremento della capacità produttiva algerina e una maggiore flessibilità del mercato italiano nell’assorbire quantità aggiuntive di gas. Attualmente, il consumo di gas naturale in Italia è di circa 62 miliardi di metri cubi per il 2024 e non si prevede una crescita notevole della domanda nel breve periodo.

Il Futuro dell’Idrogeno Verde

Guardando oltre il gas naturale, Malek ha approfondito il progetto del Corridoio dell’Idrogeno Verde (SouthH2) come un’iniziativa strategica per il futuro. Questo ambizioso progetto, che intende collegare il Nord Africa all’Italia e all’Europa centrale mediante una rete di 3300 chilometri, è attualmente in fase di pianificazione e sviluppo. Le prime sezioni sono previste per diventare operative intorno al 2030, ma il successo dell’iniziativa dipenderà da diversi fattori. In primo luogo, la competitività del prezzo dell’idrogeno algerino dovrà essere assicurata, insieme alla disponibilità di energie rinnovabili e di materie prime. Inoltre, gli standard di certificazione europei e gli investimenti in infrastrutture di desalinizzazione e stoccaggio rappresentano una necessità fondamentale.

Malek evidenzia che il costo degli elettrolizzatori, stimato tra 2.000 e 2.450 dollari per kilowatt, costituisce una parte sostanziale dell’impegno finanziario necessario. Le sfide sono notevoli, ma le opportunità che si presentano nel campo delle energie rinnovabili e delle infrastrutture verdi non possono essere sottovalutate.

Nel contesto del Piano Mattei, Malek sottolinea la necessità di passare da slogan politici a progetti concreti. Suggerisce un approccio articolato a tre livelli: centri di formazione congiunti per energie rinnovabili e agricoltura sostenibile, partenariati industriali per il trasferimento di know-how e meccanismi di valutazione basati sui risultati. Queste iniziative devono allinearsi con il budget di 5,5-6 miliardi di euro annunciato dal governo italiano nel 2024, che ha già visto l’emergere di progetti come il monitoraggio agricolo satellitare e il centro di eccellenza per la formazione professionale in agricoltura creato durante il Vertice di Roma nel luglio 2025.

Sicurezza Regionale e Opportunità di Investimento

Parlando di sicurezza, Malek ha esplicitato le priorità dell’Algeria: stabilità del Sahel, prevenzione del collasso libico e gestione della migrazione irregolare. L’esperto avverte che l’Algeria non deve diventare una semplice “guardia di frontiera” per l’Europa; qualsiasi contributo italiano in questo contesto dovrebbe rispettare quattro principi fondamentali: operare su richiesta algerina, puntare su formazione e tecnologia piuttosto che su presenze militari dirette, favorire approcci multilaterali e integrare la migrazione con lo sviluppo locale.

Malek ha anche identificato altri ambiti promettenti per la cooperazione italo-algerina, oltre all’energia. Settori come le tecnologie dell’informazione e delle comunicazioni, l’industria meccanica e quella automobilistica, l’agricoltura intelligente e il tessile tecnico orientato all’esportazione emergono come opportunità chiave. Per attrarre investimenti, non sono sufficienti le esenzioni fiscali; gli imprenditori cercano invece stabilità normativa, procedure di autorizzazione snelle e requisiti chiari per il rimpatrio degli utili. L’Algeria ha già attivato forme di esenzione doganali e fiscali, che possono durare fino a 10 anni in caso di investimenti significativi.

Malek ha concluso affermando che la vera forza della partnership italo-algerina risiede nella digitalizzazione, nell’innovazione agricola, nella meccanica e nella formazione professionale. Questi ambiti dovranno essere sviluppati secondo un modello di cooperazione paritaria, che valorizzi la sovranità algerina. La promozione di progetti concreti, supportati da finanziamenti a lungo termine e garanzie di acquisto europee, rappresenta la chiave per il futuro di questa collaborazione strategica nel Mediterraneo.

Fonti ufficiali: Italpress, Commissione Europea, Ministero degli Affari Esteri Italiano.

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