Trump contro le richieste iraniane sullo Stretto di Hormuz: “Inaccettabile”. Netanyahu avverte: “Guerra non finita”.

Trump contro le richieste iraniane sullo Stretto di Hormuz: “Inaccettabile”. Netanyahu avverte: “Guerra non finita”.

Trump contro le richieste iraniane sullo Stretto di Hormuz: “Inaccettabile”. Netanyahu avverte: “Guerra non finita”.

Trump Rifiuta la Proposta dell’Iran: Impatti sul Prezzo del Petrolio

ROMA (ITALPRESS) – Il rifiuto immediato del presidente statunitense Donald Trump riguardo alla controproposta dell’Iran sul piano di pace ha scatenato un aumento significativo dei prezzi del petrolio, riscontrato già al mattino. Questa situazione ha destato preoccupazioni sui possibili sviluppi del conflitto in corso negli ultimi dieci settimane, che sta tenendo in stallo la navigazione nello Strategico Stretto di Hormuz, come riportato dalla TV Al Arabia.

Dopo che gli Stati Uniti avevano avanzato una proposta per riprendere i negoziati, l’Iran ha presentato ieri la sua controproposta. Questa si concentra sulla cessazione delle ostilità su più fronti, in particolare in Libano, dove le forze israeliane combattono contro Hezbollah, principale alleato di Teheran. Secondo quanto dichiarato dalla televisione di Stato iraniana, l’Iran ha chiesto anche compensazioni per i danni causati dal conflitto e ha ribadito la propria sovranità sullo Stretto di Hormuz.

I requisiti dell’Iran per il dialogo

L’agenzia semi-ufficiale Tasnim ha riferito che Teheran ha esposto una serie di richieste agli Stati Uniti. Queste includono la fine del blocco navale, garanzie per l’assenza di nuovi attacchi, la revoca delle sanzioni e la rimozione dell’embargo sulle esportazioni di petrolio iraniano. In risposta a queste proposte, Trump ha risposto su Truth Social, dichiarando: “Non mi piace. Totalmente inaccettabile”, senza fornire ulteriori dettagli che potessero chiarire le motivazioni dietro la sua posizione.

Washington aveva suggerito di interrompere i combattimenti come primo passo per avviare colloqui su temi più controversi, comprendenti il programma nucleare iraniano. I mercati petroliferi hanno reagito a questo stallo, con un incremento di tre dollari al barile, mentre le notizie segnalano che lo Stretto di Hormuz risulta ancora prevalentemente chiuso. Prima dell’inizio del conflitto, questo passaggio strategico era responsabile di circa un quinto del petrolio globale, rappresentando un punto critico nella geopolitica del settore energetico.

L’aumento dei prezzi della benzina ha cominciato a preoccupare gli americani, in un periodo delicato a meno di sei mesi dalle elezioni di midterm, che potrebbero influenzare il controllo del Congresso da parte del Partito Repubblicano di Trump. Inoltre, gli Stati Uniti hanno riscontrato una scarsa cooperazione internazionale, poiché i Paesi della NATO hanno rifiutato di inviare navi per riaprire il canale senza un accordo di pace generale e una missione internazionale di supervisione.

Attualmente non è chiaro quali iniziative diplomatiche o militari possano essere messe in campo nelle prossime ore. Trump è atteso a Pechino mercoledì, dove discuterà con il presidente cinese Xi Jinping anche della crisi iraniana. Washington spera di poter contare sulla Cina per esercitare pressioni su Teheran affinché accetti un accordo.

Netanyahu: “La Guerra Contro l’Iran Non è Finita”

In un contesto di tensione, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha dichiarato in un’intervista a “60 Minutes” della CBS che la guerra contro l’Iran è ancora in corso. Ha avvertito che Teheran continua a possedere uranio arricchito, capacità missilistiche e una rete di gruppi armati nella regione, che Israele intende neutralizzare. Netanyahu ha insistito sull’urgenza di rimuovere il nucleare iraniano, affermando che “c’è ancora materiale nucleare che deve essere portato fuori dall’Iran”.

Rispondendo a domande su come potrebbe avvenire questa rimozione, Netanyahu ha affermato: “Si entra e lo si porta via”. Ha anche sottolineato che Israele non accetterebbe un cessate il fuoco che leghi le operazioni contro Hezbollah a un accordo con l’Iran. “L’Iran vuole dire: ‘Se otteniamo un cessate il fuoco qui, vogliamo un cessate il fuoco anche lì’”, ha detto.

Netanyahu ha smentito le voci secondo cui avrebbe consigliato Trump a favorire un cambio di regime a Teheran antesignano al conflitto avviato il 28 febbraio scorso, chiarendo che la discussione con Trump si è focalizzata sull’incertezza e il rischio legati a tali scenari.

In un contesto più ampio, il primo ministro israeliano ha evidenziato come il conflitto abbia aperto nuove opportunità di cooperazione regionale. “Alcuni Stati arabi sono ora interessati a rafforzare i legami con Israele”, ha affermato, aggiungendo che ci sono possibilità di espansione e approfondimento degli accordi attuali, fino alla creazione di alleanze con Stati arabi che sembravano inimmaginabili.

Per restare aggiornati sugli sviluppi della situazione in Medio Oriente e sugli impatti sull’economia globale, potete consultare fonti ufficiali come il Ministero degli Esteri degli Stati Uniti e la TV Iraniana.

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