Trump: “L’Iran ci ha contattato, cercano seriamente un accordo” dopo il varo di una nave nello Stretto di Hormuz.
Trump Sottolinea Volontà di Accordo con l’Iran
ROMA (ITALPRESS) – “Gli iraniani ci hanno contattato e sono seriamente intenzionati a raggiungere un accordo”. Queste le parole del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, durante un incontro con i giornalisti a Washington. “L’Iran non otterrà armi nucleari” ha affermato Trump, enfatizzando i progressi nei colloqui, ma anche la presenza di disaccordi sul tema cruciale. Nonostante queste differenze, Trump rimane fiducioso nel fatto che, alla fine, l’Iran accetterà le condizioni proposte.
La Nave Paya Lebar Attraversa lo Stretto di Hormuz
In un contesto di tensioni crescenti, una nave commerciale ha recentemente attraversato lo Stretto di Hormuz, successiva all’imposizione di un blocco da parte degli Stati Uniti, rivolto ai porti iraniani e alle petroliere legate a Teheran. La BBC ha riportato che la nave, una portacontainer di nome Paya Lebar, è partita dall’India ed è diretta a Dubai, negli Emirati Arabi Uniti. Questo sviluppo segna un momento cruciale in un’area strategica per il commercio mondiale, soprattutto per l’industria petrolifera.
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha espresso il proprio supporto per il blocco navale statunitense. Durante una riunione di gabinetto, ha notato che un eventuale cessate il fuoco tra Iran e Stati Uniti “potrebbe cambiare improvvisamente”. Secondo Netanyahu, le dichiarazioni del vicepresidente USA, J.D. Vance, sono state chiare: gli Stati Uniti non possono accettare che l’Iran violi gli accordi esistenti. Questo implica un ritiro totale del materiale nucleare arricchito e potrebbe estendersi nel tempo, con l’obiettivo di garantire che nessun arricchimento avvenga in Iran nei prossimi anni.
Netanyahu ha sottolineato l’importanza di coordinamento tra Israele e Stati Uniti, dichiarando che le informazioni relative a un’eventuale frattura tra le due nazioni sono infondate. “Questa collaborazione è senza precedenti”, ha affermato, enfatizzando che l’intesa strategica è particolarmente forte in questo momento.
Iran in Massimo Stato di Allerta
Dal canto suo, l’Iran non resta a guardare. Il ministero della Difesa iraniano ha evidenziato che le forze armate sono in “massimo grado di prontezza”. In un clima di escalation, il viceministro della Difesa, Majid Ebn-e-Rezak, ha dichiarato che “risponderemo a qualsiasi aggressione con forza e determinazione”. Questa affermazione di prontezza giunge in un periodo di tensioni regionali accentuate dall’imposizione della naval blockade americana e dalla retorica di minaccia reciproca tra Teheran, Washington e Tel Aviv.
Un portavoce governativo iraniano ha affermato che l’Iran desidera la pace, ma affronta un “regime sionista” che non rispetta le norme internazionali. Ha ribadito che il paese continuerà a difendere la propria sovranità di fronte a ogni provocazione, pur mantenendo la disponibilità al dialogo, a condizione che vi sia reciprocità. In questo contesto, l’Iran ha anche accusato Israele di essere il principale ostacolo per una distensione nella regione, definendolo una fonte di instabilità in Medio Oriente.
Intanto, il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha intrattenuto una conversazione con il suo omologo saudita, il principe Faisal bin Farhan Al Saud. Durante questo scambio telefonico sono stati discussi gli sviluppi regionali e le trattative tra gli Stati Uniti e l’Iran. Questa telefonata è avvenuta in un momento di intensi contatti diplomatici, mentre il blocco navale americano continua a pesare sulle dinamiche regionali.
Israele Intensifica le Operazioni nel Sud del Libano
Sul fronte libanese, le Forze di Difesa Israeliane (IDF) hanno dichiarato di aver completato l’accerchiamento della città di Bint Jbeil, ritenuta una roccaforte di Hezbollah. I militari hanno intrapreso operazioni di terra per isolare la città e recentemente hanno lanciato un attacco, causando la morte di circa 100 miliziani nella zona. Le IDF stanno puntando a smantellare le infrastrutture rimanenti, operando in aree urbane affollate, e si prevede che le operazioni continueranno per diversi giorni.
Il bilancio delle vittime dall’inizio delle ostilità sta crescendo: secondo il ministero della Salute israeliano, ci sono stati 7.693 ricoveri, con 104 persone ancora sotto cure mediche. Questo numero comprende sia soldati che civili, con condizioni di salute che variano da critiche a buone. Le violenze in corso e il conflitto in aumento gettano ombre su una possibile risoluzione della crisi in atto.
Fonti ufficiali: BBC, Al Jazeera, ITALPRESS.
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