Mercato delle emissioni: utenze domestiche potrebbero spendere fino a 4 miliardi annui dal 2028.

Mercato delle emissioni: utenze domestiche potrebbero spendere fino a 4 miliardi annui dal 2028.

Mercato delle emissioni: utenze domestiche potrebbero spendere fino a 4 miliardi annui dal 2028.

Impatto Economico del Mercato delle Emissioni sul Settore dei Trasporti

ROMA (ITALPRESS) – Le stime di Cer-Confcommercio indicano che, a partire dal 2028, il costo annuale del trasporto su strada aumenterà di oltre 11 miliardi di euro, mentre le utenze domestiche subiranno un incremento di circa 4 miliardi di euro. Questo è il risultato della nuova regolamentazione relativa al mercato europeo delle emissioni (ETS), che si estenderà ai trasporti su strada e al settore residenziale e commerciale. L’analisi è stata presentata nel contesto di una conferenza stampa che ha sottolineato le preoccupazioni legate a queste misure. Il sistema ETS è stato concepito per incentivare un abbattimento sostenibile delle emissioni, ma attualmente impatta gravemente sulle già elevate spese energetiche delle famiglie e delle imprese italiane.

Il mercato europeo delle emissioni, incluso l’ETS per il trasporto marittimo, avrà notevoli conseguenze economiche. “Attualmente, stiamo vivendo una crisi energetica aggravata dalla guerra in Medio Oriente, il che ha portato a un taglio straordinario delle accise. Ma ora ci troviamo di fronte a una nuova tempesta imminente”, ha dichiarato Pasquale Russo, vice presidente di Confcommercio e presidente di Conftrasporto. “La situazione richiede correttivi immediati per preservare la competitività del sistema economico italiano.”


Aumenti per Famiglie e Imprese

Il rapporto stima che l’aggravio per il settore del trasporto su strada potrebbe variare da 4,7 a 11,3 miliardi di euro all’anno, con un impatto diretto sui costi del carburante, già tra i più alti in Europa. In scenari pesimistici, il prezzo del diesel potrebbe aumentare di oltre il 17%, mentre la benzina potrebbe subire un incremento del 14%. Questi aumenti si tradurrebbero in spese superiori di circa 355 euro annui per i veicoli diesel e di 250 euro per quelli a benzina. I costi aggiuntivi verrebbero verosimilmente trasferiti sui consumatori finali, aggravando ulteriormente la crisi inflattiva.

Per quanto riguarda il settore residenziale e commerciale, l’incremento dei costi delle utenze potrebbe oscillare tra 1,6 e 4 miliardi di euro all’anno. Questo si deve particolarmente alla grande dipendenza dal gas naturale. Le famiglie potrebbero affrontare un extracosto annuale medio di 128 euro, con gli aumenti più significativi registrati nel Nord Est (152 euro) e nel Nord Ovest (134 euro). Mentre le imprese, che già affrontano le tariffe energetiche più elevate in Europa, potrebbero vedere aumenti rilevanti. Gli effetti di questi rincari sono destinati a compromettere le attuali strategie di contenimento dei costi energetici.


Si prevede che il trasporto marittimo subisca un significativo aggravio dei costi operativi, con un impatto che potrebbe avvicinarsi a 713 milioni di euro entro il 2028. Questo avverrà in seguito all’implementazione della normativa FuelEU Maritime, che si somma all’ETS già vigente. L’insieme di queste normative comporterà un aumento sostanziale delle spese per i combustibili, mettendo a rischio la competitività delle aziende e dell’intera catena logistica.

Nel complesso, l’introduzione dell’ETS2 per il trasporto su strada potrebbe avere un impatto economico annuale da 4,7 a 11,3 miliardi di euro, suggerendo che i costi ricadranno principalmente sui consumatori, specialmente per quanto riguarda il diesel. Il costo stimato per la benzina si attesta tra 1,2 e 3 miliardi di euro. Le autovetture private saranno responsabili di oltre il 60% del costo totale dell’ETS2, con un valore che varia da 3 a 7,2 miliardi di euro a seconda dello scenario contemplato.

In particolare, gli autocarri pesanti subiranno un incremento dei costi compreso tra 942 milioni e oltre 2,2 miliardi di euro. Le stime relative ai bus gran turismo e ai minibus indicano un possibile aggravio di costi tra 100 milioni e 300 milioni di euro all’anno. A fronte di tutto ciò, si concretizzerà una necessità impellente: l’implementazione di meccanismi di compensazione per le imprese, unitamente a misure di supporto per i settori del commercio, turismo e servizi, già gravati da costi energetici superiori alla media europea.

È essenziale che il governo e le autorità competenti si attivino per adottare soluzioni tempestive che possano mitigare l’impatto di queste nuove normative e tutelare le famiglie e le imprese italiane da un ulteriore aumento della pressione economica.

Fonti ufficiali: Cer-Confcommercio, Italpress.

Non perderti tutte le notizie sull’ambiente su Blog.it

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *