Cellulare spostato in secondo piano: Estate di attività, lavoro e dialogo per gli studenti!
Le lezioni dell’anno scolastico 2025/26 si sono concluse, e oltre un milione di studenti si preparano ad affrontare gli esami di Stato. Nelle scuole superiori, almeno il 20% degli studenti si troverà con uno o più voti “congelati”, costringendoli a partecipare a sportelli didattici o ripetizioni private, oltre a prepararsi per gli esami di recupero in programma a luglio o settembre. Fortunatamente, per la maggior parte degli studenti, inizia un’occasione unica: 100 giorni consecutivi di vacanze estive.
In questo contesto, il professor Vincenzo Schettini, noto divulgatore di fisica e influencer educativo, ha rilasciato un video su Instagram in cui condivide tre “parole per l’estate”. Questi suggerimenti, pensati come dei “compiti delle vacanze”, offrono spunti preziosi per vivere al meglio questi mesi di pausa.
I Tre Suggerimenti di Schettini per l’Estate
Il professor Schettini ha esordito con il primo suggerimento: i “lavoretti”. Invita i ragazzi a non esitare nel dedicare del tempo ad aiutare familiari o amici, che sia per tosare il prato o per altre piccole attività. “Fare lavoretti,” spiega, “non solo aiuta gli altri, ma offre anche una nuova prospettiva su cosa significa lavorare. Molti ragazzi sono già impegnati in attività estive, come bagnini o camerieri; l’esperienza lavorativa arricchisce e forma.”
Il secondo consiglio riguarda le “lunghe chiacchierate”. Durante l’estate, il tempo per interagire con gli altri si moltiplica e Schettini incoraggia gli studenti a sfruttare queste occasioni. “Siediti e parla con chi ti circonda,” afferma, “perché sono queste conversazioni che ci permettono di crescere e di esplorare nuovi punti di vista.”
Infine, il terzo suggerimento è il “movimento”: “Muovetevi!” esorta il docente. Che si tratti di una passeggiata nel parco, di una partita di calcio con gli amici o di un semplice gioco sulla spiaggia, l’importante è tenere attivo il corpo. “Il movimento è fondamentale per il benessere psicofisico,” sottolinea, “soprattutto in un’epoca in cui gli smartphone ci imprigionano.”
