Administra la rete: il governo degli Stati Uniti vieta i router stranieri per i consumatori.

Administra la rete: il governo degli Stati Uniti vieta i router stranieri per i consumatori.

Nuovi requisiti per i produttori

I produttori di router ora devono A) ottenere un’“approvazione condizionata” che consenta loro di continuare a ottenere l’ingresso di nuovi prodotti negli Stati Uniti, mentre cercano di convincere il governo a permettere la produzione interna, oppure B) decidere di rinunciare a vendere futuri prodotti negli Stati Uniti, come ha già fatto il produttore di droni DJI.

Un’ulteriore giustificazione fornita dalla FCC per queste azioni è basata su una valutazione di sicurezza nazionale. Infatti, la FCC afferma che “permettere ai router prodotti all’estero di dominare il mercato statunitense crea rischi economici, di sicurezza nazionale e di cybersicurezza inaccettabili”. Inoltre, sostiene che “i router prodotti all’estero sono stati direttamente implicati negli attacchi informatici Volt, Flax e Salt Typhoon, che hanno preso di mira comunicazioni, energia, trasporti e infrastrutture idriche critiche degli Stati Uniti”.

Vulnerabilità dei router e rischi per la sicurezza

È innegabile che molti router presentino vulnerabilità, rendendoli obiettivi ambiti per hacker e botnet. È interessante notare che una delle aziende fondatrici in Cina, TP-Link, è molto presente nel mercato statunitense; le autorità statunitensi hanno addirittura preso in considerazione un divieto specifico per TP-Link a causa della sua dominanza e delle preoccupazioni per la sicurezza nazionale. A partire dal 2022, TP-Link ha tentato di distaccarsi dalla Cina, spostando la propria sede globale in California nel 2024, e intentato una causa contro Netgear nel 2025 per insinuazioni di un’infiltrazione da parte del governo cinese.


La sicurezza della produzione interna

La questione su quanto il semplice spostamento della produzione di router negli Stati Uniti possa effettivamente renderli più sicuri rimane aperta. Secondo il Dipartimento di Giustizia, nel contesto dell’attacco Volt Typhoon, gli hacker sponsorizzati dallo stato cinese hanno principalmente preso di mira i router Cisco e Netgear, progettati da aziende statunitensi. Queste aziende avevano smesso di fornire aggiornamenti di sicurezza per i router specifici presi di mira, poiché avevano interrotto la produzione di quei prodotti.

Sebbene l’elenco “Covered” della FCC faccia sembrare che gli Stati Uniti stiano bandendo tutti i “router prodotti in un paese estero”, la definizione è in realtà più ristretta. Si sta infatti bandendo specificamente “router di grado consumer,” come definito nel Rapporto Interno NIST 8425A, il quale si riferisce a quelli “destinati all’uso domestico e installabili dal cliente”.

Implicazioni future per il mercato statunitense

Questa nuova regolamentazione potrebbe avere ampie ripercussioni sul mercato dei router negli Stati Uniti. I consumatori potrebbero trovarsi a dover utilizzare soltanto i dispositivi esistenti, con una crescente difficoltà nell’acquistare nuove tecnologie avanzate. Inoltre, gli sviluppi futuri nel campo della tecnologia di rete potrebbero essere ostacolati dalla mancanza di concorrenza e innovazione che deriva dal divieto di importazione di router esteri.

In sostanza, la FCC sta cercando di proteggere la sicurezza nazionale, ma le conseguenze potrebbero andare ben oltre, interessando il mercato e le tecnologie disponibili per i consumatori.


Per ulteriori dettagli, si può consultare la documentazione ufficiale della FCC qui.

Non perderti tutte le notizie di tecnologia su Blog.it

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *