Alberto Ravagnani confessa: non ha rispettato il celibato durante il suo percorso religioso
L’ex sacerdote ha raccontato di aver vissuto momenti di tentazione, pur senza coinvolgere altre persone, sensazioni che lo portavano a confessarsi con i suoi superiori: “Quando cedevo a certe pulsioni, le definivo ‘tentazioni’ e quindi peccati da confessare. Così entravo in un ciclo di tentazione, senso di colpa, confessione e perdono che si ripeteva senza fine. I confratelli con cui vivevo in seminario erano celibi come me, e questo mi aiutava a mantenere la regola. Ricordo una volta in cui la confessione sembrava quasi una formalità, come se tutti cedevano a certe debolezze”.
Ravagnani ha sottolineato come la Chiesa mantenga tabù sull’argomento, spesso presentando i preti come casti e immacolati: “Con gli anni ho capito che non sono stato perfettamente celibe. Non significa solo non sposarsi o non avere una compagna, ma anche la fedeltà a sé stessi e alle proprie emozioni”.
Questi racconti offrono una prospettiva interna e genuina sulla vita dei sacerdoti, contribuendo a stimolare un dibattito sulle norme vigenti, percepite da molti come obsolete. È importante sottolineare che anche personalità influenti nel mondo cattolico, come il Cardinale Jean-Claude Hollerich, presidente della Commissione delle Conferenze Episcopali dell’Unione Europea (COMECE), hanno recentemente suggerito la necessità di rivedere il tema del celibato, ritenendolo un argomento di dialogo aperto e rispettoso all’interno della Chiesa.
Per esempio, in un’intervista del 2023 al Messaggero, il Cardinale Hollerich ha dichiarato: “Il celibato sacerdotale è una scelta preziosa e rispettata, ma la Chiesa deve essere aperta a riflettere sul suo ruolo e sulla possibilità di diversificare questa regola, alla luce delle sfide attuali e delle esigenze pastorali”.
Inoltre, Papa Francesco si è espresso più volte sull’importanza del dialogo e della riforma nel contesto ecclesiastico, favorendo un confronto che possa tenere conto delle realtà contemporanee senza rinunciare ai valori spirituali fondamentali. Durante il suo discorso al Sinodo dei Vescovi del 2019, il Pontefice ha sottolineato: “La riforma della Chiesa passa attraverso coraggiose discussioni che permettano di ascoltare i fedeli e accogliere le sfide nuove con creatività e fede”.
Il caso di Alberto Ravagnani, quindi, si inserisce in un dibattito più ampio che coinvolge tutta la Chiesa cattolica, offrendo una testimonianza diretta sulle difficoltà vissute all’interno del ministero sacerdotale e proponendo uno spunto per riflessioni necessarie sulle regole tradizionali e sul futuro della vita ecclesiastica.
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