Arrestati quattro in Puglia e Calabria per tentato omicidio e schede SIM illegali in carcere.

Arrestati quattro in Puglia e Calabria per tentato omicidio e schede SIM illegali in carcere.

Arrestati quattro in Puglia e Calabria per tentato omicidio e schede SIM illegali in carcere.

Arresti a Bari: Un Blitz Contro il Crimine Organizzato

BARI (ITALPRESS) – Questa mattina, quattro persone sono state arrestate a Bari nel contesto di un’indagine condotta dalla Direzione distrettuale antimafia. Le accuse comprendono tentato omicidio, estorsione, porto illegale di armi, ricettazione, furto e incendio di auto, tutte aggravate dal metodo mafioso. Il provvedimento ha portato all’istituzione della detenzione carcere per tre degli arrestati, mentre un’altra persona è stata posta agli arresti domiciliari. Gli arresti sono avvenuti in diverse località, inclusi Palo del Colle e le carceri di Lecce e Paola, in provincia di Cosenza.

Nel periodo che va dal 2023 al 2024, gli inquirenti hanno messo in luce dettagli inquietanti legati a un tentato omicidio di un imprenditore di Palo del Colle, avvenuto il 16 novembre 2023. L’episodio si è sviluppato a seguito di estorsioni perpetrate da un pregiudicato legato al clan Strisciuglio, il quale ha tentato di ottenere auto a noleggio senza alcun pagamento. Prima del tragico tentativo di omicidio, uno dei veicoli noleggiati è stato incendiato come atto intimidatorio nei confronti dell’imprenditore.

Dettagli dell’Indagine e Metodi Mafiosi

La situazione è degenerata con un attacco al bar dell’imprenditore, in cui sono stati esplosi 15 colpi di pistola, con l’intento evidente di ferire i presenti. A complicare ulteriormente la situazione, l’auto utilizzata per l’aggressione è risultata rubata e successivamente distrutta, probabilmente per ostacolare le indagini delle forze dell’ordine.

Il principale indagato, insieme ai suoi associati, ha continuato a gestire e controllare il territorio, anche mentre si trovava in carcere. Ad esempio, a gennaio del 2024, sulla base di motivi di gelosia, avrebbe ordinato ai suoi complici di rubare e dare fuoco all’auto della propria compagna. Nonostante fosse consapevole di quanto stava accadendo, la donna ha sporto denuncia di furto a ignoti. Durante un colloquio in carcere, ha persino tentato di consegnare tre schede SIM a suo fidanzato, nascondendole tramite un bacio. Queste schede, intestate a prestanome, sono state inserite in cellulari illegalmente detenuti all’interno dell’istituto penitenziario, facilitando comunicazioni illecite con l’esterno.


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