ASL Roma 1 e Fondazione Relazionesimo: nasce il nuovo Servizio Oncologia.

ASL Roma 1 e Fondazione Relazionesimo: nasce il nuovo Servizio Oncologia.

ASL Roma 1 e Fondazione Relazionesimo: nasce il nuovo Servizio Oncologia.

Accordo Innovativo tra ASL Roma 1 e Fondazione Relazionèsimo per il Servizio Oncologico

ROMA (ITALPRESS) – Un importante passo per l’umanizzazione delle cure oncologiche è stato compiuto con la firma di una convenzione triennale tra l’Azienda Sanitaria Locale Roma 1 e la Fondazione Relazionèsimo ETS. L’accordo, sottoscritto dal Direttore Generale dell’ASL Roma 1, Giuseppe Quintavalle, e dalla Presidente della Fondazione, Ketty Panni, dà il via al progetto “Relazioni di cura: Arte, Interiorità e Umanità”, destinato al rinnovamento del nuovo Servizio Oncologia e alla ristrutturazione del Distretto Oncoematologico dell’Ospedale Santo Spirito in Sassia di Roma.

Obiettivi del Progetto “Relazioni di cura”

La convenzione mira a migliorare la qualità della degenza per i pazienti oncologici e prevede la creazione di un Tavolo sperimentale di studio e lavoro. Questo organo avrà il compito di elaborare nuovi modelli di cura che integrino elementi culturali, metodologici e scientifici. In particolare, il progetto si focalizza su vari aspetti fondamentali:

  • Ambiente di cura: Si intende migliorare l’orientamento e la leggibilità degli spazi, favorendo un ambiente rilassante e accogliente. A tale scopo, saranno implementate azioni volte a garantire il comfort e la tutela della privacy dei pazienti.
  • Integrazione artistica: Si prevede l’inserimento di elementi artistici e pratiche espressive, non terapeutiche, nelle strutture sanitarie, per valorizzare la dimensione relazionale dell’esperienza di cura.
  • Valorizzazione della relazione: Un focus speciale sarà posto sulla qualità delle relazioni interpersonali, ritenuta cruciale per un’esperienza di cura più umana e integrata.

Il contributo della Fondazione Relazionèsimo si basa su evidenze scientifiche provenienti dalle neuroscienze e dalla neuroestetica. Questi studi dimostrano come l’ambiente possa influenzare significativamente il benessere e le emozioni di coloro che lo abitano. L’umanesimo, come approccio relazionale, rappresenta un altro aspetto centrale nel progetto, poiché invita a considerare la persona nella sua interezza, e non solo come portatrice di una malattia.

Quintavalle ha sottolineato l’importanza di questa iniziativa affermando: “Vogliamo offrire non solo l’eccellenza clinica, ma anche un luogo che accolga il paziente nella sua totalità. Integrare l’arte e il comfort nello spazio di cura significa riprendere in mano il concetto di umanizzazione del nostro sistema sanitario”.

Il Ruolo della Fondazione Relazionèsimo nel Progetto

Ketty Panni ha espresso entusiasticamente il valore di questo accordo, spiegando che da anni la Fondazione lavora per trasformare le relazioni in una risorsa concreta. “Portare arte, bellezza e attenzione relazionale in un contesto oncologico significa riconoscere quanto un ambiente possa influenzare la qualità della cura”, ha aggiunto.

Il progetto non si limita a interventi estetici; il suo scopo è anche quello di modificare il modo in cui gli ambienti ospedalieri sono percepiti dai pazienti. L’idea alla base è che una migliore esperienza sensoriale e relazionale possa portare a un miglioramento del benessere e a una diminuzione dello stress. La scelta di materiali, colori e forme spaziali verrà effettuata in modo da promuovere una sensazione di tranquillità e sicurezza.

L’accordo prevede una durata di tre anni, ma è rinnovabile previo accordo scritto tra le parti. Le attività operative saranno definite in protocolli specifici, garantendo così un approccio strutturato e misurabile.

Le esperienze in contesti simili dimostrano che l’umanizzazione delle cure non è solo un elemento accessorio, ma una necessità in un sistema sanitario moderno. L’integrazione di arte e umanità può contribuire a rendere il percorso di cura una via meno traumatica e, al contempo, più efficace.

Fonti ufficiali: ASL Roma 1, Fondazione Relazionèsimo ETS.

Con questo accordo, si intravede l’opportunità di un cambiamento radicale nel modo in cui la sanità affronta le sfide legate all’oncologia, sempre più sovrapponendo l’elemento umano a quello puramente tecnico.

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