Australia adopera la “diradazione forestale” per ridurre il rischio incendi. Efficace?

Australia adopera la “diradazione forestale” per ridurre il rischio incendi. Efficace?

Impatti Ecologici e Considerazioni Scientifiche

Un documento recente pubblicato su Biological Conservation, intitolato “Ecological trade-offs of mechanical thinning in temperate forests”, fornisce un’analisi utile per il dibattito. Gli autori, tra cui David Lindenmayer e i suoi collaboratori, non rifiutano il diradamento in modo categorico. Anzi, catalogano vari compromessi spesso trascurati nel dibattito politico: impatti sulla biodiversità, stoccaggio di carbonio, idrologia, suoli e persino dinamiche degli incendi. Il diradamento meccanico, osservano, può ridurre la competizione tra gli alberi e talvolta limitare i carichi di combustibile della chioma. Tuttavia, può anche aumentare la velocità del vento vicino al suolo, favorire la crescita di vegetazione infiammabile e rilasciare carbonio immagazzinato, fattori che possono alterare il comportamento degli incendi in modi difficili da prevedere.

Il dibattito sulla promessa di riduzione dei combustibili si fonda su un presupposto semplice: gli incendi bruciano ciò che è disponibile. Riducendo il combustibile, l’incendio dovrebbe diventare meno intenso. Questo principio ha guidato decenni di gestione forestale in alcune parti del Nord America. Evidenze sperimentali suggeriscono che i trattamenti sui combustibili possono effettivamente moderare la gravità degli incendi in particolari condizioni. Uno studio ampio condotto in California ha trovato che il diradamento combinato con il bagnamento prescritto ha prodotto il minor livello di mortalità degli alberi e danni alla chioma quando un incendio si è successivamente diffuso nell’area, anche in condizioni meteorologiche severe.


Le Complesse Dinamiche del Diradamento

Tuttavia, la scienza che sostiene il diradamento come strumento di mitigazione degli incendi non è uniforme né univoca; molto dipende dal contesto: tipo di foresta, clima, intensità del trattamento e condizioni meteorologiche al momento dell’incendio. La modellizzazione basata sul processo mostra che il diradamento può sia diminuire che aumentare l’intensità degli incendi a seconda delle condizioni post-trattamento.

Inoltre, misurazioni sul campo indicano che le chiome diradate possono sperimentare temperature più elevate, umidità del combustibile più bassa e venti più forti vicino al suolo. Questi cambiamenti microclimatici non sono da sottovalutare: in condizioni di maltempo estremo, i trattamenti sui combustibili possono rivelarsi insufficienti. Le conseguenze ecologiche del diradamento, che include la perdita di alberi maturi e habitat essenziali per la fauna selvatica, sono rilevanti e richiedono attenta considerazione.

Le ricerche indicano che, sebbene il diradamento possa risultare utile in contesti specifici, i compromessi ecologici possono essere notevoli, specialmente nelle foreste di alta conservazione. Le foreste pluviali australiane sono habitats vitali per specie che dipendono da alberi di grandi dimensioni e fessure vitali per la loro esistenza; l’abbattimento di questi alberi per creare tagliafuoco o gestire i combustibili mina gli obiettivi di biodiversità.

Fonti ufficiali:

  • Lindenmayer, D.; DellaSala, D.A.; et al. (2026). “Ecological trade-offs of mechanical thinning in temperate forests”. Biological Conservation.
  • Royal Commission into National Natural Disaster Arrangements (2020). “Background Paper: Land management – hazard reduction: a literature review”.

In sintesi, il processo di diradamento forestale deve essere avvicinato con cautela. Non ci sono risposte definitive: ogni foresta e ogni scenario di incendio hanno le loro peculiarità, il che richiede una valutazione attenta delle misure da adottare. Le politiche per la gestione del fuoco dovrebbero privilegiare la sicurezza delle comunità, preservando al contempo la biodiversità e l’integrità degli ecosistemi.

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