Azzorre rifiutano proposta per annullare zone vietate alla pesca nella nuova rete MPA.
SÃO MATEUS, Portogallo — L’inverno ha costretto Emanuel Alves, un pescatore 64enne, a tirare la sua barca fuori dall’acqua nel porto di São Mateus, nelle Azzorre. Alves ha espresso preoccupazione per la vasta rete di aree marine protette che interessa l’arcipelago, chiedendosi: “Dove possiamo pescare ora?”.
L’importanza delle MPA nelle Azzorre
La nuova rete delle Aree Marine Protette delle Azzorre è habitat per diverse specie marine, tra cui almeno 19 specie di cetacei, diverse specie di squali, tartarughe e uccelli marini. Il fondale marino azzoriano è caratterizzato da coralli di profondità, ecosistemi di sorgenti idrotermali e numerosi monti sottomarini, come le banche Principessa Alice, D. João de Castro e Condor. Queste aree hanno ricevuto il riconoscimento degli ambientalisti quando sono state istituite, aumentando la percentuale di acque portoghesi protette dal 4,5% al 19,1%, un passo significativo verso l’impegno del Portogallo di proteggere il 30% del suo mare entro il 2030, secondo quanto stabilito dal Accordo di Kunming-Montreal.
La nuova rete è composta da 63 MPA individuali, suddivise equamente in due livelli di protezione. Le aree di alta vulnerabilità sono “completamente” protette e non consentono attività estrattive, mentre aree meno sensibili possono consentire attività di pesca minimamente distruttive. È importante notare che una proposta dell’ormai noto Partito Socialista Azzoriano (PS) ha risvegliato dibattiti nella politica locale proponendo di consentire la pesca al tonno nelle aree completamente protette mediante la tecnica a canna. Questa proposta ha suscitato preoccupazioni tra gli ambientalisti e i ricercatori.
