Caccia e tutela degli uccelli selvatici e delle migrazioni anticipate
Lo studio ha evidenziato un dato significativo: per 19 delle 23 specie analizzate (equivalenti all’83%), l’inizio della migrazione preriproduttiva è avvenuto prima rispetto a quanto indicato nell’ultimo KCD per l’Italia (emesso nel 2021 e aggiornato nel 2025 per alcune specie). Questo disallineamento causa un reale pericolo di abbattimento di animali già in fase di migrazione, contravvenendo così alla Direttiva Uccelli.
Alcuni esempi evidenziano chiaramente questa situazione. Ad esempio, il tordo bottaccio inizia la sua migrazione dalla terza settimana di dicembre, mentre la cesena e il tordo sassello partono rispettivamente dalla prima e dalla seconda settimana di gennaio. Anche casi come la pavoncella, che migra all’inizio di gennaio anziché a febbraio, e l’allodola, con un anticipo di diverse settimane, sono emblematici di questo fenomeno.
Importanza della conservazione dei primi contingenti
Nel contesto dello studio, l’inizio della migrazione preriproduttiva è definito dal momento in cui almeno il 5% della popolazione inizia il proprio spostamento. Questo criterio è in linea con le pratiche scientifiche internazionali e con il concetto di protezione previsto dalla Direttiva Uccelli. I primi a partire sono di solito gli individui più robusti e in grado di riprodursi con maggiore successo, quelli che raggiungono per primi i luoghi di nidificazione e contribuiscono in modo significativo alla sopravvivenza delle popolazioni.
I risultati della ricerca non solo rinforzano l’utilità dei Key Concepts come strumento di riferimento, ma segnalano anche la necessità di un aggiornamento più frequente basato su diverse fonti e metodologie. La citizen science rappresenta una risorsa strategica, in grado di colmare le lacune e fornire dati aggiornati rapidamente su ampie aree geografiche.
