Calamai: Ricerca e innovazione sono cruciali per la sanità in Liguria
MILANO: Un Futuro di Opportunità nella Sanità con la Direzione Monica Calamai
L’Irccs Azienda Ospedaliera Metropolitana Liguria si prepara a trasformare il panorama della sanità ligure, puntando fortemente sulla ricerca e sui trials clinici. Monica Calamai, direttrice generale dell’ospedale, ha chiarito l’importanza di questa direzione, sottolineando come la ricerca sia fondamentale per “dare più opportunità alla nostra popolazione” e per garantire un “progresso continuo nell’assistenza al cittadino”. Questo approccio è particolarmente rilevante nel contesto della riforma sanitaria promossa dalla Regione Liguria, che ha portato alla fusione degli ospedali genovesi San Martino, Galliera e Villa Scassi, e alla prossima integrazione dell’ospedale Evangelico di Voltri.
Il profilo dell’Irccs emerge distintamente dalle sue specificità nei settori oncologico e oncoematologico. Calamai ha affermato che “il personale è altamente qualificato e strutturato”, un aspetto che fa la differenza nella qualità dei servizi sanitari offerti. Durante un’intervista con Claudio Brachino per la rubrica Primo Piano dell’agenzia Italpress, Calamai ha descritto il suo arrivo in Liguria come parte di una “rivoluzione” nel sistema sanitario regionale.
Innovazione e Riorganizzazione dei Servizi Sanitari
Uno degli obiettivi primari è riorganizzare il sistema dei servizi sanitari in funzione delle esigenze dei cittadini. Calamai ha puntato l’attenzione sulla necessità di strutturare i servizi “per la persona”, avviando iniziative per migliorare la disponibilità delle prestazioni. Il direttore generale ha specificato che, pur essendo un’azienda ospedaliera universitaria orientata a prestazioni di secondo livello, ci si sta adoperando per facilitare anche le prime visite e la diagnostica iniziale.
La produzione di prestazioni sanitarie è stata incrementata significativamente, ma Calamai ha enfatizzato l’importanza di sviluppare anche la presa in carico del cittadino. Queste due dimensioni, secondo il direttore, devono procedere di pari passo. Le liste d’attesa rappresentano una questione centrale in questa riorganizzazione. Calamai ha chiarito che esiste un “dovere etico” di offrire risposte adeguate alle necessità dei cittadini. L’analisi delle liste d’attesa a livello nazionale ha rivelato infatti una significativa quota di richieste inadeguate, che non possono essere attribuite ai cittadini stessi. Esempi concreti includono l’endoscopia digestiva e la diagnostica per immagini; per queste, è fondamentale evitare esami non necessari.
Inoltre, si ha notato un problema di non presentazione dei cittadini a esami e visite, un fenomeno comune su cui si sta lavorando attivamente per massimizzare l’uso delle disponibilità, riempiendo gli spazi lasciati vacanti. Calamai ha anche evidenziato che ci sono molti cittadini che, quando vengono richiamati per un appuntamento, non accettano di venire perché il momento non è adatto a loro. Queste complessità sono parte di un panorama che richiede attenzione e interventi efficaci.
La leadership di Monica Calamai ha trovato un’importante risonanza nel tema delle pari opportunità nel mondo della sanità. Calamai ha sottolineato che le sinergie e le pari opportunità producono punti di vista diversi e una maggiore crescita per la società. Questo tema è particolarmente evidenziato nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr), dove le disuguaglianze di genere e il divario nord-sud sono considerati ostacoli significativi per il progresso del Paese.
“Le disuguaglianze di genere e le disparità regionali sono problemi seri anche in sanità”, ha dichiarato Calamai. Il suo impegno per affrontare queste ingiustizie si esprime attraverso iniziative che promuovono la formazione culturale sulla medicina di genere e la certificazione di genere delle aziende sanitarie. Non si tratta solo di ricevere un “bollino”, ma di intraprendere un percorso di revisione culturale per riorientare il sistema verso un approccio più inclusivo.
Per differenziare ulteriormente, Calamai ha avviato iniziative tese a formare il personale e a sensibilizzare la comunità sulla medicina di genere, mentre continua a lavorare nella direzione di una cultura ospedaliera più equa.
In questo contesto, l’Irccs si propone come un modello di riferimento per il futuro della sanità in Liguria. Grazie a un’approccio che guarda all’innovazione, alla ricerca e ai diritti dei cittadini, è probabile che la struttura contribuirà a migliorare significativamente l’assistenza sanitaria regionale.
Per ulteriori dettagli sulle iniziative dell’ospedale, puoi visitare il sito ufficiale della Regione Liguria e l’Irccs Azienda Ospedaliera Metropolitana Liguria.
(ITALPRESS)
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