Cambogia: test sull’inquinamento senza risultati pubblici dopo mesi di attese.

Pubblicato il da Luigi Salemi - Green

Cambogia: test sull’inquinamento senza risultati pubblici dopo mesi di attese. Inquinamento nelle acque del fiume O’Ta Bouk: una crisi in corso in Cambogia

La situazione attuale

Da quando sono iniziati i lavori di estrazione dell’oro nella regione nel 2023, i popoli indigeni Brao hanno segnalato sé sono stati colpiti da problematiche sanitarie legate alla qualità dell’acqua. Nel febbraio 2026, le autorità cambogiane hanno effettuato test su acqua e sedimenti nel fiume O’Ta Bouk, ma, a oggi, i risultati non sono stati resi pubblici. Questa incertezza ha lasciato le comunità locali preoccupate per la sicurezza delle loro risorse idriche.

Il fiume O’Ta Bouk scorre all’interno del Parco Nazionale di Virachey, una delle aree protette più antiche e remote della Cambogia, che ospita diverse specie in via di estinzione. Nonostante il valore ecologico del parco, il governo cambogiano ha emesso una licenza per l’esplorazione mineraria su un’area di 18.900 ettari a una compagnia con forti legami politici.

Impatti sull’ecosistema e sulla comunità

Le comunità Brao che vivono lungo il fiume hanno denunciato la scomparsa della pesca, attribuendo il problema alla crescente inquinamento delle acque. Gli agricoltori che utilizzano le acque dell’O’Ta Bouk per l’irrigazione si trovano ora a indecisi se piantare i raccolti per il prossimo anno.

Il Ministero dell’Ambiente cambogiano ha inviato nel villaggio di Mondul Yorn, nella provincia di Ratanakiri, un team per condurre test sulla qualità dell’acqua dopo le segnalazioni di problemi di salute. Le autorità hanno catturato 34 specie di pesci dal fiume Sesan e dal fiume O’Ta Bouk, ma i risultati di queste analisi non sono stati pubblicati. Le segnalazioni di eruzioni cutanee e fastidi dopo il contatto con l’acqua hanno allertato le comunità locali, che ora temono di utilizzare le risorse idriche per le loro necessità quotidiane.

La situazione nella comunità

Le testimonianze dei residenti di Ta Veng parlano di un fiume che è diventato torbido e marrone da metà del 2023. Molti pescatori e agricoltori hanno smesso di entrare in acqua, di berla o di usare il fiume per lavarsi. Tutti questi eventi avvengono nel Parco Nazionale di Virachey, dove l’impatto della recente estrazione mineraria è evidente.

Un agricoltore della zona ha raccontato: “Le persone non osano usare l’acqua perché è troppo torbida. Ciò potrebbe rendere difficile la prossima stagione agricola.” Questo mette a rischio i mezzi di sussistenza di intere comunità che da generazioni dipendono dal fiume.

La mancanza di risposta governativa

Mentre il governo cambogiano ha effettuato test sull’inquinamento, sembrano mancare azioni tangibili basate sui risultati. Diverse autorità non hanno dato risposte chiare alle richieste di chiarimenti, creando una situazione di omertà per le comunità che vivono lungo l’O’Ta Bouk.

Il Ministero dell’Ambiente e l’IFReDI, l’agenzia governativa competente per la pesca, hanno rifiutato di fornire dettagli sui risultati dei recenti test. Comunicate attraverso canali ufficiali, queste informazioni sono rimaste sconosciute alla popolazione, lasciando le comunità senza indicazioni su come affrontare le problematiche legate alla contaminazione.

Un parco nazionale a rischio

Virachey, protetto e vasto ben 405.000 ettari, è stato oggetto di attenzione da parte di donatori internazionali per diversi progetti di conservazione. Nonostante ciò, il governo ha continuato a emettere licenze minerarie a favore di aziende politicamente connesse. Ciò ha portato a conflitti tra le necessità di conservazione e gli interessi commerciali.

Recenti documentazioni mostrano che l’azienda responsabile dell’estrazione, Global Green, ha mantenuto il controllo durante il periodo in cui sono emersi i primi segnali di inquinamento. Anche dopo le denuncia da parte delle comunità, l’azienda ha negato qualsiasi coinvolgimento nelle attività minerarie.

Le sfide legate alla contaminazione crescente

La situazione non è unica della Cambogia, ma riflette una tendenza più ampia in tutta l’Asia sudorientale, dove le miniere non regolate stanno causando inquinamento in molti corsi d’acqua. In questo contesto, l’agenzia per il controllo dell’inquinamento ha esortato le nazioni a intensificare i controlli, ma i risultati rimangono insoddisfacenti.

Le comunità che dipendono dal fiume per la loro vita quotidiana lottano per avere accesso alle informazioni riguardanti la salute delle loro risorse naturali. Un attivista di “Mother Nature Cambodia” ha posto l’accento su come l’assenza di dati sulla contaminazione metta in pericolo la vita delle persone.

Chi tutela l’ambiente?

Le aziende minerarie sono responsabili di un crescente degrado ambientale, e le loro azioni hanno portato a un grave deterioramento delle acque. L’attuale intervento del governo mostra che è possibile arginare l’inquinamento, come dimostrato dalla chiusura di un’operazione mineraria in un’altra provincia, ma la questione delle miniere lungo l’O’Ta Bouk rimane irrisolta.

Le comunità locali chiedono maggiore sensibilità e protezione delle loro risorse fluviali, sottolineando che la salute delle persone e l’ecosistema dovrebbero avere la priorità rispetto agli interessi finanziari.

Fonti ufficiali

  1. Ministero dell’Ambiente della Cambogia
  2. IFReDI (Istituto di ricerca e sviluppo della pesca interna)
  3. Mongabay – reportage sul campo e analisi della situazione ambientale.

Le comunità continuano a chiedere risposte chiare dal governo, mentre gli agricoltori e i pescatori restano in attesa di un’azione concreta per salvaguardare il loro ambiente e le loro vite.

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