Comunità angolane tornano alla migrazione stagionale durante la grave siccità: un ritorno necessario.

Comunità angolane tornano alla migrazione stagionale durante la grave siccità: un ritorno necessario.

Comunità angolane tornano alla migrazione stagionale durante la grave siccità: un ritorno necessario.

Un grave problema di siccità ha costretto molte persone ad abbandonare le proprie case in Angola alla ricerca di acqua e cibo nel vicino Namibia. In particolare, la provincia di Cunene nel sud dell’Angola ha subito una crisi alimentare e idrica così grave da causare un massiccio esodo della popolazione, lasciando dietro solo gli anziani e coloro che non hanno abbastanza forza per partire.


Victor Nyamori, ricercatore di Amnesty International, ha dichiarato che il sud dell’Angola ha subito gravi siccità e degrado ambientale per diversi anni, lasciando molte comunità senza mezzi di sussistenza. La desertificazione ha colpito circa il 30% dell’area, compromettendo le attività di pastorizia e l’agricoltura di sussistenza.

Dall’altro lato, il Namibia ha reagito in modo più efficace alla siccità, offrendo assistenza alimentare e idrica e sostenendo gli allevatori per prevenire l’insicurezza alimentare. Questa risposta ha fatto sì che molti angolani attraversassero il confine in cerca di aiuto, affrontando sfide come la violenza di genere e il traffico di esseri umani.

Le comunità della regione, divise da confini arbitrali, hanno perso la possibilità di praticare la migrazione stagionale che tradizionalmente garantiva l’accesso a pascoli e acqua durante le siccità. Nyamori suggerisce di considerare queste conoscenze indigene per prevenire crisi alimentari e consentire spostamenti sicuri delle popolazioni colpite.

Attualmente, esiste un accordo bilaterale che consente agli angolani di spostarsi liberamente in Namibia entro 60 km dal confine. Amnesty International chiede di rendere più stabile questo accordo, specialmente alla luce dei cambiamenti climatici che indicano la possibilità di futuri eventi meteorologici estremi.

La situazione evidenzia la necessità di una cooperazione transfrontaliera più efficace per affrontare le sfide climatiche e umanitarie della regione, proteggendo le popolazioni vulnerabili e garantendo loro accesso a risorse vitali. La crisi in corso è un monito sulle conseguenze devastanti dei cambiamenti climatici e la necessità di adottare misure concrete per proteggere le comunità più colpite.

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