Comunità Energetiche Rinnovabili: il futuro dell’energia condivisa in Sicilia
La produzione di energia da fonti rinnovabili riduce notevolmente la produzione da fonti fossili e la conseguente emissione di gas inquinanti (primo tra tutti l’anidride carbonica), da qui si evidenzia la salvaguardia dell’ambiente. Inoltre, posto il fatto che tutti gli impianti devono essere collegati alla stessa cabina primaria, l’energia non percorre lunghe distanze e quindi le perdite di linea sono molto minori rispetto alla trasmissione su lunghe distanze.
Parlando di benefici economici è d’obbligo specificare che l’obiettivo di una comunità energetica non è il lucro. Il risparmio diretto in una CER deriva dall’energia prodotta localmente e consumata nello stesso momento dai membri della comunità riducendo o annullando quella scambiata con la rete. Le dipendenze da fornitori esterni sono quindi notevolmente ridotte, infatti quando nel 2022 scoppiò la guerra in Ucraina i prezzi dell’energia sono notevolmente aumentati e chi faceva già parte di una comunità energetica non ha risentito di questo rincaro.
Un ulteriore beneficio economico deriva dal fatto che, nel caso in cui la quota di energia prodotta sia superiore alla quota di energia consumata dai membri, l’eccedenza viene ceduta alla rete e ciò rende i produttori della CER anche utenti attivi della rete, che vengono remunerati dallo stato.
Per studiare il valore attuale netto di una CER analizziamo un grafico ipotetico che ne rappresenta l’andamento economico. Si evince un investimento iniziale di 200.000€. Nel corso degli anni, con gli incentivi provenienti dal GSE e con il fatto che a parità di energia le bollette hanno un costo minore, si arriva al payback time (ossia il momento in cui si rientra nelle spese di investimento). Il valore netto continua a salire spiegando il guadagno dei membri della comunità
nota: il grafico non tiene conto del PUN variabile. Il Prezzo Unico Nazionale dell’energia cambia ogni giorno, è improbabile che la crescita economica sia così lineare
