Due trafficanti di pangolini in Sudafrica condannati a otto anni di carcere.
L’agenzia ambientale della provincia del Nord Ovest ha evidenziato che il commercio illegale nella regione è alimentato dalla “prossimità al Botswana e dalla porosità delle frontiere sudafricane.” Ha invitato le comunità a lavorare a stretto contatto con le autorità di polizia segnalando attività sospette legate al traffico di fauna selvatica, alla caccia illegale e al possesso o commercio illegale di specie protette.
Negli ultimi anni, il traffico di squame di pangolino sembra essersi ridotto, ma il bracconaggio non è cessato. Gli esperti di conservazione sostengono che misure di deterrenza contro i crimini ambientali includono un’applicazione più rigorosa della legge, operazioni basate su informazioni per smantellare il network del traffico, oltre a un incremento delle prosecuzioni e delle condanne.
I pangolini, per la loro vulnerabilità e il numero limitato, necessitano di protezione e attenzione fornite dalle leggi locali e internazionali. Questo caso rappresenta un passo significativo nella lotta contro il crimine ambientale e l’importanza della collaborazione di tutti nella protezione delle specie a rischio.
