Educatori rinviati a settembre: tutte le novità dal mondo scolastico.
La carenza di educatori non si può risolvere abbassando i requisiti professionali. Da un lato, il Paese sta investendo nell’inclusione scolastica e nella cura dei servizi per l’infanzia e la disabilità. Dall’altro lato, permane l’incertezza sull’assetto professionale necessario per attuare questi investimenti. La mancanza di personale qualificato è reale, ma non si devono inventare nuove figure professionali o ridurre il livello di competenza per colmare il vuoto. La soluzione deve essere quella di rendere questa professione più attrattiva, investendo in stipendi adeguati, stabilità lavorativa, riconoscimento professionale, formazione di qualità e percorsi professionali chiari.
Ogni posto vacante non è solo un problema organizzativo; dietro a ogni posizione scoperta c’è un bambino che ha bisogno di continuità educativa, un alunno con disabilità che meritano un intervento competente, famiglie che richiedono sostegno e scuole che necessitano di professionisti capaci di lavorare in modo efficace in equipe.
