Formazione insufficiente per l’AI nelle imprese: l’accordo Intesa Sanpaolo-Luiss affronta la sfida.
La ricerca “EDUNext – Nuovi scenari per l’Education e le competenze nell’era dell’AI”, presentata all’Università Luiss, analizza l’impatto dell’intelligenza artificiale (AI) nell’educazione e nello sviluppo delle competenze. Promossa da Intesa Sanpaolo e dal Centro di Ricerca “Franco Fontana”, la ricerca coinvolge oltre 600 imprese e 800 partecipanti, evidenziando come l’AI offra opportunità transformative, ma anche disallineamenti tra adozione tecnologica e formazione. Il modello GENIALE EDUNext emerge come un approccio per integrare efficacemente AI e competenze umane, sottolineando l’importanza di un utilizzo consapevole della tecnologia nel processo educativo.
Il Ruolo Trasformativo dell’Intelligenza Artificiale nell’Educazione e nelle Competenze
ROMA (ITALPRESS) – “EDUNext – Nuovi scenari per l’Education e le competenze nell’era dell’AI” è il progetto di ricerca presentato dall’Osservatorio Look4ward, in collaborazione con Intesa Sanpaolo e il Centro di Ricerca in Strategic Change “Franco Fontana”, presso l’Università Luiss. Questo terzo rapporto illustra come l’intelligenza artificiale stia cambiando le modalità di apprendimento e sviluppo professionale, evidenziando l’importanza di integrare tecnologia, capitale umano e sistemi educativi.
Il rapporto mette in evidenza che il 31% delle aziende sta già sperimentando soluzioni di AI, un incremento significativo rispetto al 2025. Nonostante questo trend positivo, il 85% delle imprese ha avviato percorsi formativi dedicati, ma solo il 19% ha implementato programmi strutturati e continuativi. Inoltre, il 46% dei lavoratori non ha ricevuto alcuna formazione specifica sull’AI, complice il fatto che quasi la metà delle aziende non pianifica investimenti in formazione nei prossimi due anni.
La ricerca ha anche coinvolto un campione di 800 studenti per studiare l’impatto dell’AI nei processi cognitivi. I risultati indicano che nei compiti a bassa complessità, la mancanza di tecnologia promuove un maggiore coinvolgimento. In situazioni più complesse, l’AI diventa un valido supporto, diminuyendo il carico cognitivo e affinando le capacità decisionali. Queste scoperte suggeriscono che il valore dell’intelligenza artificiale è contestuale e dipende dal suo utilizzo nei contesti educativi e professionali.
Il modello proposto, denominato GENIALE EDUNext, si concentra sulla sinergia tra intelligenza umana e artificiale, puntando a un uso critico dell’AI in relazione alla complessità del compito. Essenziale è l’integrazione di competenze tecnologiche e capacità critiche, sottolineando l’importanza del design pedagogico. Come sottolineato da Elisa Zambito Marsala, la qualità delle pratiche educative determina l’efficacia dell’integrazione dell’AI.
L’impatto dell’Intelligenza Artificiale sull’Educazione e le Competenze
ROMA (ITALPRESS) – La ricerca “EDUNext – Nuovi scenari per l’Education e le competenze nell’era dell’AI”, presentata all’Università Luiss, analizza come l’intelligenza artificiale stia cambiando il nostro modo di apprendere e lavorare. Promossa dall’Osservatorio Look4ward e da Intesa Sanpaolo, la ricerca evidenzia che l’adozione crescente di soluzioni AI offre nuove opportunità per l’evoluzione delle competenze e dei modelli educativi. Si sottolinea l’importanza di integrare la tecnologia con il capitale umano e i sistemi educativi, sviluppando un utilizzo critico e consapevole dell’AI nei processi formativi.
Il rapporto coinvolge oltre 600 aziende e sottolinea che il 31% ha già implementato o sta sperimentando soluzioni AI, un incremento significativo rispetto al passato. Nonostante questa diffusione, il progresso delle competenze non è allineato: l’85% delle aziende con intelligenza artificiale ha avviato percorsi formativi, ma solo il 19% ha programmi strutturati e continuativi. Inoltre, il 46% dei dipendenti non ha ricevuto una formazione specifica sull’AI e il 44% delle aziende non prevede investimenti formativi nei prossimi due anni, rivelando un gap tra innovazione tecnologica e sviluppo delle risorse umane.
La ricerca ha anche coinvolto un campione di 800 persone, principalmente studenti, per analizzare l’impatto dell’AI sui processi cognitivi. È emerso che in attività a bassa complessità, la mancanza di supporto tecnologico favorisce coinvolgimento e motivazione, mentre l’AI si dimostra utile in compiti complessi, alleviando il carico cognitivo e migliorando le decisioni. I risultati indicano che l’efficacia dell’AI dipende dall’integrazione nei processi educativi e professionali, rifiutando l’idea che sia automaticamente abilitante.
Infine, il modello proposto, GENIALE EDUNext, propone princìpi per realizzare sistemi educativi che armonizzino intelligenza umana e artificiale. Questo modello enfatizza un utilizzo selettivo dell’AI, mantenendo l’autonomia cognitiva. La giusta integrazione di competenze tecnologiche, capacità critiche ed elementi etici è essenziale per ottimizzare l’interazione tra individui e tecnologia, promuovendo un approccio educativo più responsabile.
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