Francesco Dolci: “Visite al cimitero per pregare, non per profanare la tomba di Pamela Genini”
“Io pregavo, pregavo, non stavo controllando le viti”, ha dichiarato Francesco Dolci durante l’intervista. La sua insistente presenza al cimitero non nasconde solo un affetto genuino, ma è legata anche a una necessità personale di trovare conforto e di dimostrare il suo sostegno, soprattutto quando riceveva notizie positive riguardo al caso giudiziario in corso. “Ogni volta che avevo una notizia favorevole dal punto di vista giudiziario, andavo lì da Pamela, come a volerle dire che ero accanto a lei, che stavo lottando per lei” ha spiegato a Nuzzi.
Durante l’intervista, Dolci ha affrontato anche il tema della visita notturna avvenuta nel mese di marzo. Ha rivelato: “Quando sono andato di notte, c’era una questione riguardante una querela e pensavamo che ci fosse stato un rinvio al giudizio. Così sono andato a cena con il mio avvocato e mi sono lasciato trascinare”. Francesco ha chiarito di non aver mai avuto l’intenzione di violare le regole del cimitero e ha sottolineato che la sua presenza, anche in quel momento, era soltanto per pregare.
Le dichiarazioni di Francesco Dolci
“Io prego molto a casa, ma chi crede lo sa, i santi dicono che è importante farlo anche in luoghi significativi”, ha spiegato Dolci. Sostiene che in quelle occasioni cercava conforto e desiderava esprimere la sua vicinanza a Pamela in un modo che sentiva autentico. “Io ero convinto che il marmista stesse sistemando tutto, e quando ho visto i tasselli mancanti, ho pensato che fosse finalmente il momento di un intervento”.
