Funerali di Don Mazzi: un tributo al prete degli ultimi nella sua comunità
La vita e il lascito di Don Mazzi
Di fronte al rapido aggravarsi della sua salute, i medici hanno suggerito di avviare un processo di sedazione palliativa. Durante questi momenti così delicati, la sua famiglia allargata — composta dai ragazzi di Exodus e dai collaboratori che lo hanno supportato per anni — gli è stata accanto, stringendosi attorno a lui fino al suo ultimo respiro.
Nato nel 1929 a Verona, don Mazzi ha scelto di vivere il suo sacerdozio in modo non convenzionale, schierandosi dalla parte delle persone emarginate. Nel 1984, ha fondato la comunità Exodus, mosso dalla convinzione che i giovani in difficoltà avessero bisogno di fiducia, responsabilità e relazioni autentiche. Questa intuizione ha dato vita a una realtà che nel tempo ha accolto migliaia di ragazzi, offrendo percorsi di recupero e reinserimento sociale.
Don Mazzi si è guadagnato una reputazione di “prete di strada”, noto per il suo carattere diretto e anticonformista. Non esitava a criticare le istituzioni quando riteneva che non facessero abbastanza per i più vulnerabili, diventando così un’icona del cattolicesimo sociale in Italia.
