Il dibattito sui lavori nell’AI si complica sempre di più.
Nonostante questi segnali incoraggianti, i dati non sono così ottimistici come sembrano. Essi tendono a focalizzarsi principalmente su aziende orientate alla tecnologia e al lavoro intellettuale, spesso sostenute da capitale di rischio e già in espansione. Di conseguenza, è difficile stabilire se l’AI stia effettivamente contribuendo all’assunzione di nuovo personale o se stia semplicemente emergendo in aziende che già stanno crescendo.
Gli autori del rapporto ammettono: “Questo studio non dimostra che l’AI crei posti di lavoro in modo universale, ma contrasta le affermazioni secondo cui l’AI porterà a perdite occupazionali diffuse.” Il rapporto offre anche una visione diversa rispetto a chi sostiene che l’AI stia eliminando tutti i posti di lavoro per i neolaureati. Secondo ricerche recenti condotte da Goldman Sachs, l’AI ha già portato all’eliminazione di circa 16.000 posti netti al mese nell’ultimo anno, con i lavoratori della Gen Z e i dipendenti entry-level che subiscono il peso maggiore. Tuttavia, nelle aziende orientate alla tecnologia, si osserva una crescita del 12% nella forza lavoro entry-level.
