Il Giappone vuole piantare alberi senza polline per risolvere la crisi da febbre da fieno.
I due alberi che hanno aiutato il Giappone a costruire milioni di case dopo la Seconda Guerra Mondiale si rivelano ora anche la causa allergica di molte persone. Più del 40% della popolazione giapponese soffre oggi di febbre da fieno, chiamata localmente kafunsho, un tasso quasi doppio rispetto agli Stati Uniti.
Mariko Aoki, segretaria presso la Dieta Nazionale, il parlamento giapponese, racconta che ogni anno il suo naso comincia a prudere subito dopo Capodanno, con il picco di sintomi ad marzo e la fastidiosa congestione che dura fino a prima della Golden Week, la settimana dorata che va dal 29 aprile al 5 maggio.
A causare il problema sono principalmente due specie di alberi, il sugi (Cryptomeria japonica) e il hinoki (Chamaecyparis obtusa), piantati in larga scala per la ricostruzione post-bellica. Oggi, circa il 70% del territorio giapponese è coperto da foreste, di cui il 41% è piantato. Il sugi copre circa il 40% delle foreste piantate, mentre l’hinoki un altro 25%, rendendo due terzi delle foreste coltivate nel paese responsabili delle reazioni allergiche.
Il cambiamento climatico ha acuito il problema, portando alla diffusione anticipata del polline di sugi, rendendo la stagione del polline più lunga e intensa. Il governo giapponese ha annunciato nel 2023 un piano per abbattere il 20% dei sugi piantati su 4.3 milioni di ettari entro il 2033.
Gli alberi abbattuti verranno sostituiti con nuove specie locali o con nuovi ceppi di sugi a bassa emissione di polline. Sebbene siano stati sviluppati più di 30 ceppi no-polline, l’industria forestale giapponese si scontra con gravi carenze di manodopera per riuscire a realizzare il piano.
La sfida più grande resta trovare un nuovo mercato per il legname, date le difficoltà dell’industria edile in Giappone. La ricerca di soluzioni a lungo termine richiede uno sforzo coordinato tra settori diversi per ridurre i rischi ambientali e migliorare la qualità della vita della popolazione.
