Perché in città fa sempre più caldo? Il fenomeno dell’isola di calore urbana
Pubblicato il da Luigi Salemi - aggiornato il - Green
Perché in estate una città può sembrare un forno, mentre appena fuori dal centro l’aria è già più respirabile? Non è soltanto una sensazione. Le aree urbane possono raggiungere temperature sensibilmente più elevate rispetto alle campagne e alle zone rurali circostanti. È il fenomeno dell’isola di calore urbana, un effetto sempre più importante in un mondo che sta già affrontando l’aumento delle temperature legato ai cambiamenti climatici.
Asfalto, cemento, edifici, automobili e una quantità ridotta di alberi trasformano le città in vere e proprie “trappole” per il calore. Durante le ondate di caldo, questo effetto può rendere le temperature urbane ancora più difficili da sopportare, soprattutto nelle ore serali e durante la notte.
Che cos’è l’isola di calore urbana?
L’espressione indica la differenza di temperatura che si può creare tra una zona densamente urbanizzata e le aree meno costruite che la circondano.
Il motivo principale è legato ai materiali utilizzati nelle città. Asfalto, cemento e pietra assorbono una grande quantità di energia solare durante il giorno e la restituiscono lentamente sotto forma di calore. È per questo che una strada può continuare a emanare calore anche molte ore dopo il tramonto.
In una campagna, invece, la presenza di vegetazione e terreno naturale favorisce processi come l’evaporazione dell’acqua e la traspirazione delle piante, che contribuiscono a raffreddare l’ambiente.
Perché di notte il caldo può diventare ancora più evidente?
Uno degli aspetti più caratteristici dell’isola di calore urbana è proprio il comportamento delle temperature durante la notte.
In una città molto costruita, gli edifici e le superfici artificiali rilasciano lentamente il calore accumulato durante il giorno. Il risultato è che la temperatura può rimanere elevata anche dopo il tramonto.
Nelle zone rurali, invece, il terreno e la vegetazione tendono a raffreddarsi più rapidamente. Ecco perché può capitare che, mentre in periferia o in campagna la temperatura scende sensibilmente, nel centro cittadino si continui a percepire un caldo intenso.
Il ruolo degli alberi: una barriera naturale contro il caldo
Gli alberi sono tra gli strumenti più efficaci per contrastare il surriscaldamento urbano.
La loro azione non dipende soltanto dall’ombra. Le piante assorbono acqua dal terreno e la rilasciano nell’atmosfera attraverso la traspirazione. Questo processo contribuisce a sottrarre calore all’ambiente.
Un viale alberato può quindi avere condizioni microclimatiche molto diverse rispetto a una strada completamente esposta al sole e circondata da superfici di cemento e asfalto.
Ma il verde urbano svolge anche altri compiti: migliora la qualità dell’aria, offre habitat agli animali, riduce il deflusso dell’acqua durante le piogge intense e può rendere gli spazi pubblici più vivibili.
Il cemento non è l’unico responsabile
A rendere più caldo l’ambiente urbano contribuiscono anche le attività umane. Automobili, condizionatori, impianti industriali e altri sistemi consumano energia e producono a loro volta calore.
In una strada molto trafficata, per esempio, il calore prodotto dai veicoli si somma a quello accumulato dall’asfalto e dagli edifici.
Anche la conformazione della città conta. Strade strette e circondate da edifici alti possono limitare la circolazione dell’aria e modificare il modo in cui il calore viene disperso.
Quando il cambiamento climatico incontra l’isola di calore
Il problema diventa ancora più importante perché l’isola di calore urbana si sovrappone a un’altra tendenza: l’aumento delle temperature medie legato al cambiamento climatico.
In altre parole, le città si trovano ad affrontare due fenomeni contemporaneamente. Da una parte il clima sta diventando mediamente più caldo e le ondate di calore possono essere più frequenti o intense; dall’altra, la struttura stessa delle aree urbane può amplificare il caldo.
Il risultato è particolarmente problematico durante le notti tropicali, quando la temperatura non scende abbastanza da consentire all’organismo di recuperare dopo una giornata molto calda.
Le città mediterranee sono particolarmente esposte
Il fenomeno riguarda le città di tutto il mondo, ma assume un’importanza particolare nell’area mediterranea, dove le estati sono già caratterizzate da temperature elevate e periodi di siccità.
In città come Palermo, Catania, Messina o Siracusa, la combinazione tra temperature estive elevate, superfici impermeabili, densità edilizia e scarsità di vegetazione in alcune aree può rendere il caldo urbano particolarmente difficile da sopportare.
La presenza del mare non elimina automaticamente il problema. La brezza può contribuire a mitigare le temperature in determinate condizioni, ma l’effetto dipende dalla circolazione atmosferica, dalla conformazione della città e dalla presenza o meno di ventilazione.
Come si può raffreddare una città?
Contrastare l’isola di calore non significa semplicemente piantare qualche albero. Serve ripensare il modo in cui vengono progettati gli spazi urbani.
Più alberi e aree verdi, parchi, tetti e pareti verdi, superfici capaci di riflettere maggiormente la radiazione solare, materiali meno inclini ad accumulare calore e una migliore gestione dell’acqua possono contribuire a ridurre il surriscaldamento.
Anche la progettazione delle strade può fare la differenza, favorendo l’ombreggiamento e la circolazione dell’aria e riducendo, dove possibile, la quantità di superfici completamente impermeabili.
La soluzione potrebbe essere anche sotto i nostri piedi
Un elemento spesso trascurato è il terreno. Una città ricoperta quasi completamente da cemento e asfalto ha meno possibilità di far infiltrare l’acqua nel suolo e di sfruttare i processi naturali di raffreddamento legati all’evaporazione.
Per questo si stanno diffondendo interventi di de-impermeabilizzazione: rimuovere parte delle superfici artificiali e restituire spazio al terreno, alla vegetazione e all’acqua.
Non è soltanto una questione di comfort
L’isola di calore urbana non riguarda semplicemente il fatto che in città “si suda di più”. Temperature elevate e prolungate possono avere conseguenze sulla salute, soprattutto per le persone più vulnerabili.
Un ambiente urbano più caldo significa inoltre maggiore utilizzo dei condizionatori e quindi, nei periodi di forte domanda, maggiore consumo di energia. Si può così creare un circolo vizioso: più caldo significa più climatizzazione, che può contribuire a produrre ulteriore calore all’esterno.
La sfida delle città del futuro sarà quindi quella di adattarsi a temperature più elevate senza limitarsi a cercare soluzioni tecnologiche. Alberi, acqua, suolo e spazi verdi possono diventare una vera infrastruttura climatica.
La prossima volta che, entrando in un parco, si avverte una temperatura decisamente più piacevole rispetto a una strada completamente asfaltata, non sarà soltanto una sensazione: sarà l’effetto di un piccolo ecosistema urbano capace di combattere naturalmente il calore.