Perché in città fa sempre più caldo? Il fenomeno dell’isola di calore urbana
Uno degli aspetti più caratteristici dell’isola di calore urbana è proprio il comportamento delle temperature durante la notte.
In una città molto costruita, gli edifici e le superfici artificiali rilasciano lentamente il calore accumulato durante il giorno. Il risultato è che la temperatura può rimanere elevata anche dopo il tramonto.
Nelle zone rurali, invece, il terreno e la vegetazione tendono a raffreddarsi più rapidamente. Ecco perché può capitare che, mentre in periferia o in campagna la temperatura scende sensibilmente, nel centro cittadino si continui a percepire un caldo intenso.
Il ruolo degli alberi: una barriera naturale contro il caldo
Gli alberi sono tra gli strumenti più efficaci per contrastare il surriscaldamento urbano.
La loro azione non dipende soltanto dall’ombra. Le piante assorbono acqua dal terreno e la rilasciano nell’atmosfera attraverso la traspirazione. Questo processo contribuisce a sottrarre calore all’ambiente.
Un viale alberato può quindi avere condizioni microclimatiche molto diverse rispetto a una strada completamente esposta al sole e circondata da superfici di cemento e asfalto.
Ma il verde urbano svolge anche altri compiti: migliora la qualità dell’aria, offre habitat agli animali, riduce il deflusso dell’acqua durante le piogge intense e può rendere gli spazi pubblici più vivibili.
Il cemento non è l’unico responsabile
A rendere più caldo l’ambiente urbano contribuiscono anche le attività umane. Automobili, condizionatori, impianti industriali e altri sistemi consumano energia e producono a loro volta calore.
In una strada molto trafficata, per esempio, il calore prodotto dai veicoli si somma a quello accumulato dall’asfalto e dagli edifici.
Anche la conformazione della città conta. Strade strette e circondate da edifici alti possono limitare la circolazione dell’aria e modificare il modo in cui il calore viene disperso.
Quando il cambiamento climatico incontra l’isola di calore
Il problema diventa ancora più importante perché l’isola di calore urbana si sovrappone a un’altra tendenza: l’aumento delle temperature medie legato al cambiamento climatico.
In altre parole, le città si trovano ad affrontare due fenomeni contemporaneamente. Da una parte il clima sta diventando mediamente più caldo e le ondate di calore possono essere più frequenti o intense; dall’altra, la struttura stessa delle aree urbane può amplificare il caldo.
Il risultato è particolarmente problematico durante le notti tropicali, quando la temperatura non scende abbastanza da consentire all’organismo di recuperare dopo una giornata molto calda.
Le città mediterranee sono particolarmente esposte
Il fenomeno riguarda le città di tutto il mondo, ma assume un’importanza particolare nell’area mediterranea, dove le estati sono già caratterizzate da temperature elevate e periodi di siccità.
In città come Palermo, Catania, Messina o Siracusa, la combinazione tra temperature estive elevate, superfici impermeabili, densità edilizia e scarsità di vegetazione in alcune aree può rendere il caldo urbano particolarmente difficile da sopportare.
La presenza del mare non elimina automaticamente il problema. La brezza può contribuire a mitigare le temperature in determinate condizioni, ma l’effetto dipende dalla circolazione atmosferica, dalla conformazione della città e dalla presenza o meno di ventilazione.
