Il Myanmar sotto rischio: lacune nei dati botanici minacciano la sua flora unica.
Biodiversità unica alla scoperta di Myanmar
Myanmar, un paese di straordinaria bellezza, vanta un’ampia varietà di habitat, dalle montagne innevate alle savane aride, passando per le foreste pluviali tropicali. Questo ecosistema biodiverso ospita ben 864 specie di piante uniche, conosciute come specie endemiche, ma nonostante questo, sorgono notevoli lacune nel sapere. Recentemente, i ricercatori hanno raccolto e analizzato ciò che si conosce sulla flora del Myanmar, identificando aree critiche necessarie per la conservazione e lacune informative da colmare. È fondamentale intraprendere azioni collaborative e sistematiche per proteggere queste aree ricche di biodiversità e prevenire perdite irreversibili di specie.
La flora di un paese di contrasti
Myanmar è un paese caratterizzato da contrasti estremi. Oltre alle foreste tropicali e ai mangrovieti, presenta anche paesaggi montani e impervi. Solo per quanto riguarda le orchidee, si conoscono più di 1.200 specie, incluse varietà mai descritte prima, come una Begonia cangiante e una rara varietà di zenzero che prospera nelle foreste pluviali montane. La biodiversità floristica è eccellente, ma mancano informazioni cruciali sulla sua distribuzione.
“L’eccezionale diversità e endemismo delle piante in Myanmar è senza precedenti,” afferma Ke-Ping Ma, biologo all’Università dell’Accademia Cinese delle Scienze. “Tuttavia, la mancanza di dati sulla distribuzione delle piante è persistente, in parte a causa delle limitate ricerche condotte sul campo e alla digitalizzazione incompleta dei record degli erbari.”
La situazione politica, ulteriormente complicata dal colpo di stato militare del 2021, ostacola gravemente la ricerca biologica. Alcune delle aree più instabili del paese sono anche le più ricche dal punto di vista biologico. Un tempo protette dalla loro remoteness, queste zone sono ora minacciate dall’estrazione indiscriminata delle risorse naturali, poiché i gruppi politici in competizione cercano di finanziare le proprie attività.
“Durante i conflitti, la biodiversità diventa spesso una vittima trascurata, poiché non è possibile raccogliere dati e proteggere le aree,” spiega Alice Hughes, biologo presso l’Università di Melbourne, Australia. “Abbiamo pochi dati, anche su aspetti fondamentali come i modelli di distruzione dell’habitat. Sebbene alcune informazioni possano essere ottenute dai satelliti, la raccolta di dati sul campo è estremamente complessa.”
Riflessioni sulla situazione attuale
In Myanmar sono state registrate circa 14.020 specie di piante vascolari, ognuna delle quali gioca un ruolo cruciale in processi come la pollinazione, la purificazione dell’acqua e il ciclo dei nutrienti. Hughes avverte che la scarsità di conoscenze rischia di far scomparire specie non ancora documentate. Questa situazione compromette anche la creazione di strategie per arrestare la perdita di biodiversità in un paese che già affronta risorse insufficenti per la conservazione.
Un nuovo studio mira a colmare queste lacune, modella la distribuzione delle specie di piante registrate almeno cinque volte nel paese, raggiungendo circa 8.100 specie. Gli autori chiariscono che questo numero rappresenta probabilmente solo una frazione della flora totale del Myanmar.
Il lavoro, pubblicato sulla rivista Biological Conservation, offre una base aggiornata della diversità botanica, compresi piante fiorite e non fiorite, felci, muschi e epatiche. Le aree ritenute più urgenti per gli sforzi di conservazione vengono chiaramente identificate.
I paesaggi montuosi nello stato di Kachin, a nord del Myanmar, sono stati indicati come rifugi essenziali per le specie endemiche. Tra queste aree, spiccano il Parco Nazionale di Hkakaborazi e il Parco Nazionale di Emawbum. Anche altre zone come le colline Chin e le foreste tropicali del Tanintharyi risultano particolarmente importanti.
Purtroppo, molte zone potenzialmente ricche sono state escluse dall’analisi a causa di dati frammentati o mancanti, non solo per le piante, ma anche per innumerevoli animali minacciati. Queste aree ospitano habitat cruciali, come zone umide e savane, che necessitano di protezione.
Sostenere la ricerca e la protezione della biodiversità
Molti esperti affermano che la stabilità politica è fondamentale per facilitare misure di conservazione attive. Attualmente, solo il 16% delle aree identificate come prioritarie nel recente studio è protetto. Per incrementare la copertura protetta, gli autori consigliano un approccio condiviso che coinvolga iniziative locali e indigene. Queste aree coincidono con i territori di 135 gruppi etnici del Myanmar, che gestiscono tra il 30 e il 40% del territorio nazionale.
A titolo esemplificativo, il Santuario Faunistico di Kaydoh Mae Nyaw, gestito attraverso pratiche indigene, rappresenta un modello di successo per la protezione della biodiversità. Tuttavia, senza adeguate risorse e gestione, le aree protette rischiano di diventare semplicemente “parchi di carta”.
“Anche se riuscissimo a segnare una zona protetta su una mappa, se non vengono allocate risorse sufficienti, il rischio è che si continui a vedere disboscamento e sfruttamento delle piante e degli animali,” avverte Hughes.
Attualmente, le aree protette coprono solo il 6,4% del territorio birmana. Gli autori propongono di dare formale riconoscimento alle riserve forestali co-gestite dalle comunità indigene per integrare “altre misure di conservazione basate sull’area.” Adottare questo approccio potrebbe contribuire al consolidamento della pace, alla resilienza climatica e alla protezione della biodiversità.
Fonti:
- Yang, B., Deng, M., Zhang, M.-X., Moe, A. Z., Ding, H.-B., Maw, M. B., … Tan, Y-H. (2020). Plant Diversity, 42(4), 292-301.
- Maw, M. B., Hein, K. Z., Naing, M. K., Yu, W.-B., & Tan, Y.-H. (2023). Taiwania, 68(4), 407-411.
- Aung, T. S., Shen, X.-L., Hughes, A. C., & Ma, K.-P. (2025). Biological Conservation, 312, 111503.
- Dunne, E. M., Raja, N. B., Stewens, P. P., Zin-Maung-Maung-Thein, & Zaw, K. (2022). Communications Biology, 5(1).
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