Intelligenza artificiale: il programma governativo sembra eccessivamente ambizioso e poco focalizzato.
Il Nuovo Programma di Intelligenza Artificiale del Governo Italiano
Il programma presentato oggi, 10 giugno, dal Governo in materia di Intelligenza Artificiale (IA) avrebbe sicuramente fatto esclamare al Generale De Gaulle “sì, ma mi sembra un po’ troppo vasto”. Siamo ormai in procinto di chiudere la legislatura e il documento presentato risulta ambizioso. Esso non identifica l’IA come una semplice questione tecnologica, ma come una politica pubblica che abbraccia vari settori, dalla scuola al lavoro, dalla giustizia alla sicurezza, fino alla sanità e allo sviluppo industriale.
Il piano include una serie di misure destinate a sostenere l’idea di un “Governo della trasformazione”, volto a guidare il Paese verso un futuro più innovativo.
Particolarmente significativo è il fatto che l’Italia sarebbe il primo Paese europeo a dotarsi di un quadro nazionale coerente con l’AI Act. Questo messaggio ha un’importanza politica strategica, in quanto mira a posizionare il Governo come:
- anticipatore rispetto ad altri Stati membri;
- interlocutore affidabile delle istituzioni europee;
- promotore di una “via italiana” all’intelligenza artificiale.
