La bellezza dell’italiano offuscata da anglicismi come AI per Intelligenza Artificiale.
Le Implicazioni della Scelta Linguistica
Secondo Marazzini, l’uso crescente di “AI” rappresenta un’adesione “conformistica” alle abitudini angloamericane, priva di reale consapevolezza e necessità. La sua posizione è chiara: l’adozione indiscriminata dell’ordine anglofono altera le abituali pratiche linguistiche, portando anche all’emergere di una “doppia grammatica”.
Un ulteriore aspetto critico riguarda la pronuncia della sigla “AI”, che può essere letta in due modalità: separando le lettere all’italiana o pronunciandola secondo l’inglese (“eiai”). Questa ambiguità non fa altro che incrementare la confusione. Marazzini, quindi, propone di utilizzare sistematicamente “IA”, che rispetta la morfologia italiana e consente di evitare fraintendimenti nel parlato.
Il dibattito si estende anche al settore educativo. Infatti, le nuove ‘Linee guida’ scolastiche, nelle quali Marazzini ha contribuito, promuovono la forma “IA” come la più adatta, ritenendola più chiara e aderente alla lingua italiana.
