La crisi dei licenziamenti nell’AI diventa una bomba pronta a esplodere.
Un’indagine condotta nel gennaio 2026 dal New York Times/Siena ha rivelato che il 65% degli elettori afferma che uno stile di vita da classe media è fuori portata, e un sondaggio più recente ha mostrato che il 76% degli americani indica il costo della vita come la loro principale preoccupazione economica, in aumento rispetto al 58% dell’anno precedente.
La situazione attuale va oltre le semplici perdite di posti di lavoro. Stiamo assistendo a decine di migliaia di lavoratori tech licenziati mentre si trovano in un contesto di costi insostenibili, mentre un gruppo ristretto di esperti di IA sta raccogliendo enormi fortune, venendo informati che è colpa dell’IA se hanno perso il lavoro. Che si tratti di questa spiegazione o meno, molti economisti indicano tariffe, conflitti in Medio Oriente e incertezze economiche più ampie come i principali fattori di cautela aziendale. In questo scenario, l’ottica è chiara; mentre alcuni si arricchiscono grazie ai progressi tecnologici, altri ne subiscono le conseguenze.
Il divario creatosi tra queste due categorie di lavoratori è preoccupante, e la storia ha già dimostrato cosa accade quando questo divario diventa sufficientemente ampio. La crisi finanziaria del 2008 ha visto il crollo del mercato immobiliare e innumerevoli americani perdere posti di lavoro e case. Se la traiettoria attuale continua, le ripercussioni potrebbero essere ben più profonde.
Molte aziende, tra cui Block, Atlassian e Cloudflare, hanno visto le loro azioni salire dopo aver indicato l’IA come la causa dei tagli, quindi questa strategia si giustifica. Tuttavia, è forse il caso di riflettere se questo sia davvero il messaggio che vogliono inviare a chi licenziano e a chi rimane a guardare.
Fonti: TrueUp, Challenger, Gray & Christmas, New York Times.
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