La scuola non funziona: genitori incapaci di dire di no ai propri figli.
In un’intervista esclusiva al Tirreno, Paolo Crepet, psichiatra, sociologo e scrittore, riflette su temi di rilevanza cruciale quali scuola, tecnologia ed educazione.
La scuola che non evolve: un sistema conservatore
Crepet esamina la stagnazione del sistema scolastico italiano, che considera «paurosamente conservatore». In risposta ai recenti divieti su social media per minorenni, sostiene che le sole restrizioni non bastano. È fondamentale proporre alternative utili e coinvolgenti. “Dobbiamo sostituire ciò che è dannoso con attività che favoriscano la crescita dei ragazzi,” afferma Crepet, suggerendo soluzioni come l’introduzione della danza nelle scuole due volte a settimana e l’importanza della lettura ad alta voce. “Altrimenti, questi giovani possono rischiare di perdere la propria sanità mentale,” ammonisce.
Crepet sottolinea come l’istituzione scolastica non riesca ad allinearsi alle esigenze attuali della società. “La scuola è morta,” dichiara, evidenziando che nonostante i cambiamenti radicali nel mondo esterno, il sistema educativo resta fermo. Per Crepet, questa situazione richiede un impegno serio per rassicurare dirigenti e genitori, spesso riluttanti al cambiamento.
