Le Mystery Box: sfide imprevedibili anche per gli attori coinvolti nei programmi.
La serie *Silo* si presenta come un’opera complessa a tal punto che anche il suo showrunner, Graham Yost, a volte si confonde. Durante le riprese delle stagioni finali del thriller sci-fi di Apple TV, Yost ricorda momenti in cui ha commesso errori: in un caso, un attore si è accorto che una conversazione che stavano per girare avrebbe dovuto già essersi svolta, mentre in un altro, il team di localizzazione giapponese ha fatto notare che un sottotitolo non corrispondeva alle immagini. Entrambi i problemi sono stati risolti, ma la reazione di Yost è stata la stessa: “Oh cazzo, hai ragione.”
Le sfide di un progetto ambizioso
Mantenere tutto in ordine è una delle grandi sfide nel lavorare a una serie così intricata, e mentre *Silo* si avvicina alle sue ultime due stagioni, la difficoltà aumenta. Fortunatamente, Yost ha un team al suo fianco che lo aiuta a individuare gli errori. “È molto da tenere sotto controllo, ma tutti stanno contribuendo,” afferma, “e adoro questo senso di collaborazione.”
La terza stagione di *Silo* debutterà in streaming il 3 luglio e amplia notevolmente la portata della storia. La serie segue le vite dei residenti di un enorme bunker sotterraneo, ambientato centinaia di anni nel futuro. Il silo ospita 10.000 persone che vivono in una città verticale, suddivisa in strati con lavori e culture diverse, dalle miniere in fondo fino al governo in cima. L’unico modo per muoversi nel silo è tramite una massiccia scala a chiocciola che porta dall’alto in basso, creando una forma molto fisica di divisione sociale.
