Le Mystery Box: sfide imprevedibili anche per gli attori coinvolti nei programmi.
Inizialmente sembrava che i residenti fossero gli ultimi resti dell’umanità, bloccati in una terra post-apocalittica. Ma nel corso delle prime due stagioni, è emerso che vivevano in uno dei tanti silos, ognuno dei quali accoglie comunità isolate. La stagione 3 introduce un nuovo elemento: mostrare come il mondo sia giunto a questa condizione, un processo che inizia in un contesto simile al nostro.
Trame intrecciate e complessità narrativa
Il primo episodio della terza stagione alterna continuamente fra il futuro cupo che abbiamo vissuto nelle ultime due stagioni e il nostro presente, momento in cui sono state prese le decisioni che hanno portato tutti a essere intrappolati in bunker sotterranei. Le cose si complicano ulteriormente poiché la protagonista e sindaco del silo, Juliette (Rebecca Ferguson), è diventata la prima persona a spostarsi tra i silos e ora sta affrontando una perdita di memoria; le multiple linee temporali aggiungono ulteriore complessità.
Il cast di *Silo* ha sviluppato diverse tecniche per affrontare questa sfida, complicata ulteriormente dal fatto che le scene raramente vengono girate in ordine cronologico. Alcuni attori, come Alexandria Riley, che interpreta l’autorità appena promossa, Camille Sims, trovano utile partecipare a riunioni quotidiane con i registi: “Spesso iniziavamo la giornata con una storia, e il regista ci spiegava dove eravamo, da dove venivamo e cosa succedeva dopo.”
