Legge antimaranza bocciata: studenti necessitano consenso genitoriale per corsi di educazione sessuale.
Le Implicazioni della Riforma e le Preoccupazioni dell’Unione Camere Penali
Nel comunicato, la riforma è inserita all’interno di un più ampio contesto di irrigidimento delle politiche sui minori, iniziato con il noto decreto Caivano e proseguito con ulteriori misure di natura preventiva e repressiva. La cosiddetta “stretta anti-paranza” è vista come un intervento che solleva dubbi di compatibilità costituzionale e rischia di compromettere la specificità della condizione adolescenziale, tutto ciò in nome di esigenze di sicurezza e consenso politico.
Inoltre, i penalisti contestano anche la necessità concreta della riforma. Riferendosi ai dati del Dipartimento per la Giustizia minorile, evidenziano che i casi di dichiarazione di non imputabilità per immaturità sono ormai rarissimi: solo poche decine di casi all’anno a livello nazionale. Di conseguenza, sostengono che il provvedimento non risposta a una reale emergenza applicativa, piuttosto riveste un valore simbolico e comunicativo. Ciò contribuisce a nutrire l’idea di una giustizia minorile eccessivamente indulgente.
