L’enciclica del Papa sull’IA affronta temi più profondi e universali.
Pubblicato il da Ignazio Aragona - Tecnologia
Papa Leone XIV e l’Enciclica sulla Intelligenza Artificiale
Papa Leone XIV ha presentato la sua prima enciclica lunedì, intitolata “Magnifica Humanitas”. Questo documento affronta temi cruciali come la “salvaguardia della persona umana nell’era dell’intelligenza artificiale” (IA). Sebbene l’IA sia il punto centrale dell’enciclica, le problematiche su cui si concentra il Papa sono di natura più ampia e radicata, comprendendo disuguaglianza, guerra, erosione della democrazia e concentrazione del potere in mano a pochi, i quali potrebbero non avere a cuore il benessere dell’umanità nel suo complesso.
Nel documento di 200 pagine, presentato insieme a Chris Olah, co-fondatore della società di IA Anthropic, il Papa sostiene che la tecnologia creata e regolata da un’élite ristretta non può, per definizione, servire il bene comune.
“Quando un tale potere è concentrato nelle mani di pochi, tende a diventare opaco e a eludere il controllo pubblico, aumentando il rischio di forme di sviluppo distorte che danno origine a nuove dipendenze, esclusioni, manipolazioni e disuguaglianze”, scrive Leone XIV. Egli sottolinea come ogni grande cambiamento tecnologico tenda ad amplificare il potere di chi già possiede risorse economiche, competenze e accesso ai dati.
Le Preoccupazioni del Papa sul Futuro dell’IA
L’enciclica di Papa Leone XIV viene pubblicata in un momento di discussione intensa riguardo la regolamentazione dell’intelligenza artificiale. Qualche giorno prima, il presidente Donald Trump ha posticipato la firma di un ordine esecutivo sull’IA, che avrebbe dato al governo una supervisione sui nuovi modelli prima del loro rilascio, su consiglio dell’investitore VC e ex “czar” dell’IA della Casa Bianca, David Sacks.
Papa Leone XIV ha esortato affinché l’IA sia guidata da “criteri chiari e da una supervisione efficace”, che deve includere la partecipazione delle comunità colpite. Ha anche richiesto la fine della corsa agli armamenti nell’IA, caratterizzata dalla creazione di “algoritmi sempre più potenti e set di dati sempre più ampi” che aziende e stati considerano necessari per “garantire una dominanza geopolitica o commerciale”.
“Disarmare significa screditare l’assunto che il potere tecnico conferisce automaticamente il diritto di governare”, afferma nel suo documento.
È interessante notare che dinamiche simili a quelle oggi affrontate esistono da prima dell’intelligenza artificiale. L’enciclica “Rerum Novarum” di Papa Leone XIII del 1891 trattava proprio della stessa concentrazione di potere durante la Rivoluzione Industriale. Prendendo in considerazione eventi recenti, come l’acquisizione di Twitter da parte di Elon Musk e il suo utilizzo della piattaforma per sostenere Trump, o il flusso di centinaia di milioni da parte delle elite tecnologiche verso super PAC per bloccare la regolamentazione dell’IA, si evidenziano pattern che hanno sicuramente ispirato il lavoro di Leone XIV.
Il Papa giunge a una constatazione condivisa da molti: le capacità e i poteri surreali dell’IA moderna innalzano notevolmente le scommesse. Paolo Carozza, professore di diritto alla Notre Dame Law School e membro dell’Accademia Pontificia delle Scienze Sociali, ha affermato a TechCrunch che la disinformazione e i deepfake alimentati dall’IA “hanno corroso la nostra capacità di riconoscere ciò che è vero e ciò che non lo è. Questo ha conseguenze dirette per la politica democratica”. In aggiunta, Carozza ha avvertito che le pratiche dell’industria tecnologica di “raccolta e manipolazione” dei dati umani pongono “sfide fondamentali alla libertà cognitiva”.
Le parole di Papa Leone XIV, supportate da figure autorevoli nel campo, sollecitano un dibattito urgente e necessario sull’uso etico dell’intelligenza artificiale. In un contesto in cui la tecnologia ha il potere di trasformare radicalmente la nostra società, è essenziale che gli interessi dell’umanità e le esigenze delle comunità siano messi al centro della discussione.
Fonti ufficiali: Vatican News, The Guardian, TechCrunch.
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