L’enciclica del Papa sull’IA affronta temi più profondi e universali.
È interessante notare che dinamiche simili a quelle oggi affrontate esistono da prima dell’intelligenza artificiale. L’enciclica “Rerum Novarum” di Papa Leone XIII del 1891 trattava proprio della stessa concentrazione di potere durante la Rivoluzione Industriale. Prendendo in considerazione eventi recenti, come l’acquisizione di Twitter da parte di Elon Musk e il suo utilizzo della piattaforma per sostenere Trump, o il flusso di centinaia di milioni da parte delle elite tecnologiche verso super PAC per bloccare la regolamentazione dell’IA, si evidenziano pattern che hanno sicuramente ispirato il lavoro di Leone XIV.
Il Papa giunge a una constatazione condivisa da molti: le capacità e i poteri surreali dell’IA moderna innalzano notevolmente le scommesse. Paolo Carozza, professore di diritto alla Notre Dame Law School e membro dell’Accademia Pontificia delle Scienze Sociali, ha affermato a TechCrunch che la disinformazione e i deepfake alimentati dall’IA “hanno corroso la nostra capacità di riconoscere ciò che è vero e ciò che non lo è. Questo ha conseguenze dirette per la politica democratica”. In aggiunta, Carozza ha avvertito che le pratiche dell’industria tecnologica di “raccolta e manipolazione” dei dati umani pongono “sfide fondamentali alla libertà cognitiva”.
Le parole di Papa Leone XIV, supportate da figure autorevoli nel campo, sollecitano un dibattito urgente e necessario sull’uso etico dell’intelligenza artificiale. In un contesto in cui la tecnologia ha il potere di trasformare radicalmente la nostra società, è essenziale che gli interessi dell’umanità e le esigenze delle comunità siano messi al centro della discussione.
Fonti ufficiali: Vatican News, The Guardian, TechCrunch.
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