Madhav Gadgil, sostenitore della conservazione democratica, è scomparso all’età di 83 anni.
Successivamente, all’Istituto di Scienza di Mumbai, incontrò Sulochana, una compagna di studi che diventò sua moglie e partner intellettuale. Insieme, proseguirono gli studi a Harvard, dove Gadgil completò un dottorato in biologia matematica. Durante questo periodo, assorbì il principio che avrebbe guidato la sua vita: “Non prendere nulla per autorità, sottoponi ogni affermazione a scrutinio e mantieni ciò che è giusto senza preoccuparsi delle reazioni dei potenti”.
Dopo aver conseguito il PhD, tornò in India convinto che la scienza dovesse rimanere collegata al paese per cui era destinata. Lavorò a lungo presso l’Istituto Indiano di Scienza a Bengaluru, contribuendo alla creazione del Centro per le Scienze Ecologiche e formando studenti che in seguito avrebbero guidato i propri programmi. Inoltre, si distinse anche come scrittore pubblico, pubblicando articoli in inglese e Marathi, affiancando il suo lavoro accademico.
Le sue ricerche iniziarono a concentrarsi su dettagli minori che si rivelarono cruciali. Esplorando i boschetti sacri, sostenne che fungessero da riserve funzionali, provvedendo a proteggere fonti d’acqua, riparando piante medicinali e offrendo habitat in paesaggi disboscati. A Bandipur, dove trascorse anni osservando gli elefanti, imparò a riconoscere l’infrastruttura ecologica nelle forme comuni. Notò, ad esempio, il fico, risparmiato anche durante il disboscamento, che fruttifica quando altri alberi non lo fanno, nutrendo una grande varietà di creature.
