Mariano Cenamo, sostenitore della bioeconomia sostenibile dell’Amazzonia, è scomparso a 46 anni.
Il Ruolo di Cenamo nell’Amazzonia Sostenibile
Nato a São Paulo, Cenamo si trasferì a Manaus nel 2003 a soli 23 anni. Laureato in ingegneria forestale all’Università di São Paulo, venne nell’Amazzonia per un tirocinio e decise di rimanere grazie all’incoraggiamento di Virgílio Viana, ex professore e allora segretario dell’ambiente della Regione Amazonas. Si rese presto conto del divario tra il lavoro di conservazione ambientale e le reali necessità economiche delle popolazioni locali. Nel 2004, contribuì a fondare Idesam, l’Istituto per la Conservazione e lo Sviluppo Sostenibile dell’Amazzonia.
Cenamo si identificava come un “ING”, un individuo non governativo con un computer nello zaino, e descrisse Idesam come un'”ONG di garage”, avviando così la sua missione di trovare modi per dirottare i finanziamenti verso la conservazione forestale e i mezzi di sussistenza delle comunità locali.
Innovazioni Agricole e Sostenibilità
Una delle sue prime passioni fu REDD+, un’iniziativa che prevede compensi per i paesi tropicali e le comunità che riducono le emissioni da deforestazione. Cenamo fu tra i primi sostenitori di questo meccanismo in Brasile, pur riconoscendo che necessitava di miglioramenti. Il suo approccio flessibile lo portò a esplorare diverse strade: dal mercato del carbonio all’agroforestry, dall’imprenditoria agli investimenti.
Un esempio pratico del suo lavoro si trova in Apuí, nel sud dell’Amazzonia, dove Idesam ha collaborato con gli agricoltori per sostituire pascoli degradati con sistemi agroforestali produttivi di caffè. Cenamo amava illustrare l’economia in termini semplici: un ettaro di pascolo bovino può generare un reddito di R$700-800, mentre un sistema agroforestale di caffè può arrivare a R$7,000-10,000. Oggi, il caffè Apuí è un business affermato.
