Mariano Cenamo, sostenitore della bioeconomia sostenibile dell’Amazzonia, è scomparso a 46 anni.
Un Network di Collaborazioni
Mariano Cenamo non era solo un imprenditore; era un connettore di persone e idee. Tra i suoi collaboratori c’erano leader indigeni, investitori, ecologisti e funzionari governativi. La giornalista Vanessa Adachi, fondatrice della pubblicazione ambientale brasiliana Reset, lo descrisse come un appassionato sostenitore del caffè Apuí, in grado di comunicare e collegare le persone in modo efficace.
In un contesto difficile come quello dell’Amazzonia, Cenamo si rese conto che gli imprenditori locali necessitavano di capitale paziente, assistenza tecnica, logistica e mercati. Sottolineava l’importanza di un approccio difforme rispetto alle aspettative dei tradizionali investitori della Silicon Valley. Stabilire una realtà imprenditoriale a Manaus o nell’entroterra amazzonico richiedeva spesso più tempo e diverse combinazioni di filantropia, debito ed equity.
Visione Futura della Bioeconomia
Cenamo oltrepassò le frontiere del semplice mercato, sostenendo che la bioeconomia dovesse essere dispersa. L’Amazzonia ha una varietà talmente ampia che poche grandi aziende non possono rappresentarla compiutamente. Sognava un ecosistema di centinaia di piccole imprese, radicate localmente e adattate a culture e prodotti specifici.
Inoltre, richiamava spesso l’attenzione sulla necessità di rafforzare le agenzie governative responsabili della sorveglianza ambientale e delle questioni indigene. Tra le sue proposte, la prima era di potenziare istituzioni come Ibama, ICMBio e Funai, sottolineando che le imprese illegali avevano enormi vantaggi quando l’applicazione delle norme era debole.
Un Eredità Duratura
Mariano Cenamo ci ha lasciato il 10 luglio all’età di 46 anni, dopo anni di lotta contro il cancro. Nonostante le difficoltà, continuò a lavorare fino all’ultimo, rimanendo impegnato in progetti che promuovevano la sostenibilità nell’Amazzonia. Il legame tra economia e conservazione delle foreste che Cenamo ha cercato di rafforzare è ancora attuale, con la sfida di rendere economicamente vantaggioso il mantenimento delle foreste intatte.
Oggi, il suo lascito vive attraverso Idesam e l’insieme di iniziative che ha contribuito a creare, tutte destinate a garantire un futuro sostenibile per l’Amazzonia e per le comunità che la abitano. Il cammino verso una bioeconomia sostenibile richiede risposte innovative, e Mariano ha dedicato la sua vita a cercarle.
Fonti Ufficiali
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