Mark Zuckerberg e la difficoltà di vivere nel mondo reale: una riflessione attuale.
L’IA e l’arte: Un nuovo approccio alla creatività
Recentemente, un uomo con cui stavo arrampicando mi ha raccontato di aver utilizzato l’intelligenza artificiale per creare un poster motivazionale da appendere nella sua camera da letto. Il poster mostrava un orso che camminava su una slackline sopra un canyon, con un cartello che diceva “Fai cose fighe”. Ho tentato di rispondere educatamente, ma mi sono chiesto quale fosse la reazione che stesse cercando. Voleva forse che qualcuno, forse io, lo definisse “cool” o “ispirante”? Sembra che non fossi l’unica persona a cui aveva mostrato quel poster; aveva già ricevuto altre reazioni e nessuno sembrava dire nulla di significativo a riguardo.
Questa situazione mi ha fatto riflettere su un fenomeno più grande: il modo in cui oggi l’arte, soprattutto quella generata da IA, viene recepita. Esiste una sorta di turbociceppo di elementi poco apprezzabili, come i poster motivazionali e l’arte generata da IA, messi insieme in un’unica esperienza. La reazione generale sembra essere confinata a suoni educati, senza una vera interazione emotiva.
