Mercurio e crimine: il dramma dell’estrazione illegale nel fiume Nanay in Perù.
Attività Mineraria Illegale nel Cuore dell’Amazzonia Peruviana
Mongabay Latam ha recentemente effettuato un volo sopra i bacini dei fiumi Nanay e Napo, nella regione Loreto del Perù, confermando l’attività mineraria illegale che minaccia il delicato ecosistema della foresta amazzonica. Secondo i pubblici ministeri ambientali, potrebbero esserci ancora più imbarcazioni e macchinari minerari nascosti nei dirupi dei fiumi, contribuendo a un disastro ambientale di vasta portata.
Durante il sorvolo, le autorità hanno individuato non solo draghe, ma anche esplosivi minerari che danneggiano gravemente le rive dei fiumi. Negli ultimi due anni, sono stati sequestrati quasi 15.140 litri di carburante dalle reti di estrazione illegale intorno al fiume Nanay. Nonostante questi sforzi, le azioni delle autorità sembrano essere insufficienti.
La Situazione Emergente nel Bacino del Fiume Nanay
José Manuyama, professore e presidente del Comitato per la Difesa dell’Acqua di Iquitos, ha osservato con preoccupazione l’operato delle draghe illegali nel bacino del fiume Nanay. “Sembrano enormi sanguisughe nell’acqua”, ha affermato Manuyama, mentre il volo proseguiva davanti a circa 40 draghe attive. Le sponde del fiume, una volta chiare, ora appaiono torbide a causa dell’uso del mercurio da parte dei minatori per separare le particelle d’oro dai sedimenti. La legge peruviana proibisce l’estrazione mineraria dai fiumi, ma la situazione sembra sfuggire al controllo.
Secondo Manuyama, la qualità dell’acqua è drasticamente peggiorata dall’inizio della pandemia di COVID-19, con un aumento visibile delle operazioni minerarie che hanno trasformato il fiume in un liquido lattiginoso. Il report del servizio ambientale di Loreto (FEMA Loreto) evidenzia un’emergenza sempre più grave nella regione.
