Milano: smantellata banca occulta, 7 arresti e 2,5 milioni di euro sequestrati.
Il circuito illecito era composto da quattro fasi distinte. In primo luogo, le cosiddette “società cartiere” erano entità giuridiche gestite da prestanome italiani e stranieri. Queste offrivano a imprese italiane attive nel settore dei metalli ferrosi un servizio illegale di emissione di fatture per operazioni inesistenti, generando un volume d’affari complessivo di oltre 134 milioni di euro in fatture false.
La seconda fase riguardava il pagamento delle fatture fittizie: le imprese italiane, approfittando della frode, effettuavano i pagamenti delle fatture per abbattere il proprio reddito imponibile. Nella terza fase, il sodalizio cinese, a fronte dei bonifici ricevuti, trasferiva il denaro su conti esteri riconducibili a connazionali, con un importo accertato di oltre 80 milioni di euro. Infine, il “cash-back” prevedeva che l’importo pagato per le fatture false fosse restituito agli imprenditori italiani mediante il deposito di una somma di denaro contante, a seguito di operazioni curate da corrieri incaricati dai broker cinesi.
