Mira Murati ritorna protagonista, con un nuovo focus sulle sue innovazioni nel settore tech.

Mira Murati ritorna protagonista, con un nuovo focus sulle sue innovazioni nel settore tech.

Mira Murati ritorna protagonista, con un nuovo focus sulle sue innovazioni nel settore tech.

Il ritorno di Mira Murati: Un’intervista che fa rumore

Mira Murati, CTO di OpenAI, non è da sempre una figura di spicco sul palcoscenico conferenziale. La sua presenza è stata più che altro dietro le quinte, specialmente ora che è CEO del suo progetto, Thinking Machines Lab, dal quale si è vista ben poca visibilità. Dunque, il suo incontro con Bloomberg a San Francisco, giovedì scorso, rappresenta la sua prima apparizione mediatica significativa in circa 18 mesi, rendendolo un momento da seguire con attenzione, nonostante abbia scelto di non rivelare troppe informazioni.

L’intervista avviene in un periodo strategico, poiché Thinking Machines ha trascorso il tempo lavorando silenziosamente sul proprio progetto. Negli ultimi 18 mesi, l’azienda ha concentrato i suoi sforzi su raccolta di fondi, assunzione di ricercatori e lancio di un prodotto, Tinker, un API per il fine-tuning di modelli di IA open-source.

I concorrenti sempre più presenti sul mercato

Nel frattempo, le aziende che competono per lo stesso pool di talenti, clienti e attenzione mediatica sono diventate sempre più visibili. OpenAI, dove Murati ha ricoperto il ruolo di CTO per sei anni, è costantemente al centro dell’attenzione. L’energia di Anthropic è un argomento di discussione frequente. Anche xAI, l’iniziativa di intelligenza artificiale di Elon Musk, è stata integrata in SpaceX in vista di quella che si prevede essere una grande offerta pubblica, attirando negli ultimi mesi interesse e investimenti.

In questo contesto competitivo, rimanere in ombra ha portato a rendimenti decrescenti; ad un certo punto, è necessario far sentire la propria voce per ricordare al mercato che si esiste.

Murati ha approfittato della sua apparizione su Bloomberg per colmare questo vuoto, delineando ciò che Thinking Machines definisce “modelli di interazione”. Questi modelli rappresentano un’innovazione significativa nel panorama dell’intelligenza artificiale. A differenza dell’interazione tradizionale basata su prompt e risposte, i modelli di Thinking Machines sono progettati per elaborare flussi continui di audio, testo e video in intervalli di 200 millisecondi. Lo scopo è comprendere meglio le tonalità della comunicazione umana, inclusi interruzioni, correzioni e pause, mimando più da vicino la realtà. Murati, però, ha ribadito che si tratta solo di un primo passo, evitando di fornire una data di rilascio precisa.


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