Mira Murati ritorna protagonista, con un nuovo focus sulle sue innovazioni nel settore tech.
Le discussioni si sono spostate su ciò che attende l’intelligenza artificiale in futuro, incluse le preoccupazioni di un’eventuale sostituzione di massa dei posti di lavoro e l’uso dell’intelligenza artificiale per la creazione di armi chimiche. Murati, che ha origini albanesi e parla con un leggero accento dell’Est Europa, ha adottato un approccio misurato. Ha respinto il concetto di inevitabile distopia o utopia, sostenendo che nessuno dei due esiti è predeterminato, e che il periodo attuale sarà determinante per il futuro del settore. Ha aggiunto che se gli esseri umani si allontanano dal controllo troppo presto, il futuro sarà molto diverso e non necessariamente migliore.
Questa intervista segna un importante passo di Murati nel rendere visibile il suo operato e la vision del pensiero innovativo alla base di Thinking Machines. Le sue risposte riflettono sia le sfide che l’ottimismo che caratterizzano il panorama attuale dell’intelligenza artificiale.
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