Neet in calo: donne in cerca di lavoro, ma non sono perditempo.
Il Ruolo Essenziale delle Famiglie e la Durata dell’Inattività
Un altro fattore rilevante emerso dalla ricerca è il ruolo delle famiglie nel sostenere i giovani Neet. Il 28,8% del campione di Inapp indica la famiglia come unica fonte di reddito, mentre il 39% non dichiara alcuna entrata. Questo scenario evidenzia come le famiglie rappresentino un importante ammortizzatore sociale, ma al contempo possono anche contribuire a una condizione di invisibilità. Se da un lato il supporto familiare allevia l’urgenza economica, dall’altro può rendere meno evidente il rischio di rimanere bloccati in una situazione senza sbocchi lavorativi.
La ricerca ha anche messo in evidenza che il 67,2% dei giovani Neet è inattivo da meno di un anno, mentre il 32,8% lo è da più di un anno. Condizioni di inattività protratte nel tempo sono legate a vari fattori: l’età, il livello di istruzione e la fragilità delle esperienze lavorative precedenti giocano un ruolo cruciale. Non è solo l’assenza di esperienza lavorativa a essere problematica, ma anche il fatto di aver occupato posizioni lavorative intermittenti o non stabilizzanti.
È nel complesso necessario applicare strategie mirate per affrontare il fenomeno Neet. Gli esperti suggeriscono che è fondamentale per le politiche pubbliche fissare obiettivi chiari e adattare le misure alle specificità del gruppo target, cercando di valorizzare le competenze esistenti e facilitare il passaggio al mercato del lavoro.
