Occupazione turistica in Lombardia torna a 262 mila dipendenti, superando i livelli pre-Covid.

Occupazione turistica in Lombardia torna a 262 mila dipendenti, superando i livelli pre-Covid.

Occupazione turistica in Lombardia torna a 262 mila dipendenti, superando i livelli pre-Covid.

Il turismo in Lombardia ha superato la crisi causata dalla pandemia, raggiungendo un record storico di occupazione con 262.506 dipendenti nel 2024, un aumento significativo rispetto ai livelli pre-pandemia. Nonostante i dati positivi, persistono problemi di precarietà, come il lavoro part-time che interessa quasi la metà dei lavoratori. Le retribuzioni continuano a essere basse, con una media annua di 16.026 euro. Il settore si distingue per una forza lavoro giovane, prevalentemente femminile e con alta presenza di stranieri. Per migliorare la qualità del lavoro, sono necessarie proposte che garantiscano stabilità e retribuzioni adeguate.

Il Rilancio del Turismo in Lombardia: Opportunità e Sfide per il Lavoro

MILANO (ITALPRESS) – Il settore turistico in Lombardia ha superato i contraccolpi della crisi pandemica, raggiungendo un nuovo picco occupazionale. Nonostante il risultato incoraggiante, la qualità del lavoro, le retribuzioni e la stabilità occupazionale presentano ancora delle criticità. Questo è quanto emerge dal rapporto di UIL Lombardia intitolato “Il turismo cresce. Il lavoro deve valere di più”. Negli ultimi cinque anni, il turismo ha subito una notevole trasformazione, con dati significativi: nel 2019 erano 234.795 i dipendenti medi, scesi a 171.606 nel 2020 a causa della pandemia. Nel 2024 si prevede un incremento del 11,8% rispetto al 2019, raggiungendo 262.506 unità.

Lombardia si conferma così il principale polo turistico d’Italia, rappresentando il 17,5% del totale nazionale. Come evidenziato dal Segretario Confederale UIL Lombardia, Salvatore Monteduro, la sfida attuale non riguarda solo la creazione di nuovi posti di lavoro, ma anche la promozione di un’occupazione stabile e dignitosa. Dietro questi segnali positivi, però, si nasconde una realtà di precarietà. Circa il 48,6% dei lavoratori è impiegato part-time, mentre il 66,7% ha un contratto a tempo indeterminato. I contratti con poche ore spesso portano a un “lavoro povero”, con una retribuzione media annua di 16.026 euro.

La forza lavoro è composta prevalentemente da donne (52,8%) e giovani (58,7% sotto i 40 anni), con una significativa rappresentanza di stranieri (32,3%). Gran parte dei lavoratori (81%) è inquadrata in qualifiche operaie, limitando così le opportunità di carriera. Inoltre, il 70,4% dell’occupazione è concentrato in sole tre province: Milano, Brescia e Bergamo. Nonostante il 98% dei dipendenti sia coperto da contratti collettivi nazionali, la presenza di contratti alternativi “pirata” crea disparità significative.

Per un reale miglioramento del settore, Monteduro propone di vincolare i finanziamenti pubblici e gli incentivi alle imprese che applicano i contratti collettivi più rappresentativi, garantendo sicurezza e attenzione ai riposi. È fondamentale rafforzare i contratti part-time e pianificare i turni con anticipo, valorizzando le ore festive e notturne. Il progresso del turismo lombardo dovrà tradursi in un aumento del salario e in un riconoscimento della dignità del lavoro.

Il Rilancio del Turismo in Lombardia: Crescita Occupazionale ma Criticità Lavorativa

Milano (ITALPRESS) – Il turismo in Lombardia ha superato la fase critica della pandemia, ottenendo un record occupazionale che segna una svolta positiva per il settore. Secondo il rapporto di UIL Lombardia intitolato “Il turismo cresce. Il lavoro deve valere di più”, emerge però la persistente difficoltà legata alla qualità del lavoro, alle retribuzioni e alla stabilità, aspetti che necessitano di attenzione. Negli ultimi cinque anni, il settore ha mostrato un’evoluzione significativa: nel 2019 i dipendenti medi erano 234.795, cifra drasticamente ridotta a 171.606 durante il 2020, per poi raggiungere un picco storico nel 2024 con 262.506 lavoratori, un incremento dell’11,8% rispetto al 2019.

La Lombardia rimane il principale polo turistico nazionale, coprendo il 17,5% del totale italiano. Salvatore Monteduro, Segretario Confederale UIL Lombardia, sottolinea che la vera sfida ora è garantire non solo l’occupazione, ma anche un lavoro stabile, dignitoso e adeguatamente retribuito. Nonostante i dati positivi, è preoccupante la diffusione del lavoro part-time che coinvolge quasi un lavoratore su due, contribuendo a creare situazioni di “lavoro povero”, con una retribuzione media annua imponibile di 16.026 euro.

La forza lavoro nel settore è prevalentemente femminile e giovane, con una significativa presenza di stranieri. La maggior parte è impiegata in posizioni con basse chances di carriera. L’occupazione è estremamente concentrata in sole tre province: Milano, Brescia e Bergamo, dove si trova circa il 70,4% della forza lavoro. La quasi totalità dei dipendenti è coperta da contratti collettivi nazionali, ma la presenza di contratti “pirata” genera disparità retributive significative.

Monteduro evidenzia che per operare un reale miglioramento, è fondamentale proporre iniziative mirate alla Regione Lombardia, legando i finanziamenti pubblici solo a quelle imprese che applicano contratti collettivi rappresentativi e rispettano le normative sulla sicurezza e i riposi. È imperativo lavorare per solidificare le ore dei contratti part-time e organizzare i turni con maggiore anticipo, promuovendo la valorizzazione del lavoro festivo e notturno e collegando la formazione a reali progressioni di carriera. Il futuro del turismo lombardo ha tutte le potenzialità per migliorare la redistribuzione del valore prodotto.

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