Omicidio Kaiowá: un tragico modello di violenza in Brasile.
La frustrazione e la rabbia tra i membri della comunità sono palpabili. “Non accetteremo più di essere trattati come invasori nella nostra terra”, recita una dichiarazione di Aty Guasu, un’organizzazione dei Guarani Kaiowá. Vicente non è solo una vittima: è un simbolo di una lotta che continua da decenni. La sua morte si insinua in un ciclo di violenza che peggiora giorno dopo giorno.
Nel 2013, le terre di Pyelito Kue e Mbarakay sono state ufficialmente riconosciute come parte del Territorio Indigeno Iguatemipeguá I, ma dieci anni dopo, il territorio non è ancora demarcato. Gli indigeni vivono schiacciati su un terreno di appena 97 ettari, un territorio ridotto che non può più sostenere le famiglie. Sono circondati da piantagioni di eucalipti, pascoli per il bestiame e campi di soia, insieme ai pericoli derivanti dai pesticidi. Vivere al di fuori del loro tekoha, sostengono gli antropologi, è una “vita subalterna”.
