On Trails: un viaggio che unisce escursionismo, scienza e storia in un racconto affascinante.
La Magia dell’Escursionismo
L’escursionismo è una delle gioie più autentiche della vita. Spegnere gli schermi e immergersi nella natura, magari per un periodo prolungato, è un’esperienza rinvigorente. Tuttavia, come genitore di due bambini piccoli e con problemi alla schiena, le escursioni avventurose non sono più alla mia portata. Così, spesso mi trovo a vivere attraverso le esperienze di chi intraprende lunghi cammini lungo sentieri iconici come l’Appalachian Trail o il Pacific Crest Trail. Questo è ciò che pensavo di aver scelto quando ho aperto “On Trails: An Exploration” di Robert Moor, ma mi sono reso conto che l’esperienza è andata ben oltre.
L’Inizio del Viaggio di Moor
Il prologo si apre con Moor che annota la sua decisione di percorrere tutto l’Appalachian Trail. Il primo capitolo non si allontana troppo dal tema atteso, focalizzandosi principalmente sul viaggio di Moor verso Western Brook Pond, in Newfoundland, e esplorando il concetto di wilderness, ovvero la natura incontaminata. Già dalle prime righe, emerge il talento di Moor come scrittore; una tempesta lo costringe a fermarsi su una cresta:
“For the better part of an hour, awash in mounting waves of tympanic rumble, I had time to reconsider the merits of hiking. Stripped of its Romantic finery, the wild ceased to inspire; only a gauzy scrim separated sublimity and horror.”
Questa è forse la prima indicazione che ciò che ci aspetta non è semplicemente un diario di viaggio o una mera memoir che usa il sentiero come dispositivo narrativo. Il secondo capitolo rafforza questa impressione, avviando una discussione sui sentieri delle formiche e sulle sottili distinzioni dei diversi termini inglesi usati per descrivere le linee di movimento.
