Piano per villaggio di pescatori in Papua indonesiana provoca opposizione indigena.
I Leader Indigeni Wiyagar si Oppongono al Villaggio di Pescatori in Papua Indonesiana
In Papua Indonesiana, i leader della tribù Wiyagar stanno manifestando la loro opposizione a un progetto del governo che prevede la creazione di un villaggio di pescatori supportato dallo stato sulla loro terra ancestrale. La proposta è stata avanzata senza consultazioni adeguate con i proprietari terrieri tradizionali, il che ha suscitato preoccupazioni riguardo ai diritti territoriali indigeni e alla protezione dell’ambiente. Questo progetto si inserisce in un programma nazionale volto a costruire migliaia di insediamenti “moderni” per migliorare la produttività marina e le condizioni di vita costiere.
L’iniziativa, sostenuta dal presidente Prabowo Subianto, è parte integrante della sua agenda di sviluppo marittimo. Tuttavia, i critici avvertono che tali iniziative, se gestite top-down, rischiano di danneggiare i mezzi di sussistenza locali e di ignorare i diritti culturali e legali delle popolazioni indigene.
Contesto e Critiche sul Progetto
Il progetto del Red and White Fishers’ Village (KNMP) a Sumuraman, un’area costiera remota nel distretto di Mappi, è stato avanzato senza adeguate consultazioni. Alowisius Boi, coordinatore della coalizione Solidarity for the Environment and People in South Papua, ha dichiarato ai media che la tribù Wiyagar non esercita attività di pesca nella zona proposta. “Ci opponiamo alla designazione di Sumuraman come villaggio di pescatori, poiché il nostro popolo non lavora come pescatori lì”, ha affermato.
Le organizzazioni locali e i gruppi giovanili denunciano che il governo considera Sumuraman come terra non occupata, nonostante sia stata detenuta sotto il diritto consuetudinario delle famiglie Wiyagar per generazioni. I rappresentanti della comunità affermano di non essere stati informati delle indagini condotte dai funzionari del Ministero degli Affari Marittimi e della Pesca a inizio marzo e accusano le autorità di incontrare persone che non riconoscono come legittimi proprietari terrieri.
