Raffaele Iosa: l’ispettore che ha abbracciato Don Milani e la sfida dell’inclusione perduta.
Il contributo di Raffaele Iosa nel campo dell’inclusione è stato fondamentale e ha caratterizzato la seconda metà degli anni ‘90. Su incarico del Ministero, si è dedicato all’Osservatorio nazionale per l’integrazione scolastica degli alunni con disabilità. In questi anni, Iosa si è speso per promuovere l’inclusione, un tema a lui molto caro, con un approccio che univa competenza professionale ed empatia umana.
Attraverso numerose interviste e conversazioni informali, Iosa ha spesso condiviso le sue preoccupazioni sull’andamento attuale dell’inclusione scolastica. Non nascondeva le difficoltà che il sistema affronta, dichiarando che “la battaglia per l’inclusione ormai l’abbiamo persa”, alludendo a questioni ben note a tutti. Ma mai, in tutto ciò, ha perso la determinazione di esplorare nuove soluzioni.
Innovazioni nell’Inclusione Scolastica
Nel 2024, insieme ad esperti del calibro di Dario Ianes, Evelina Chiocca, Massimo Nutini e Paolo Fasce, ha avviato un gruppo di ricerca focalizzato sulla “cattedra inclusiva”. Questo progetto ha avuto l’obiettivo di combattere la tendenza a delegare eccessivamente agli insegnanti di sostegno, trasformandoli nei soli referenti per gli alunni con disabilità. Un aspetto critico che Raffaele ha sempre messo in evidenza è che gli insegnanti di classe devono essere tutti specializzati per garantire un’appropriata integrazione degli alunni con difficoltà.
Non si può parlare del suo operato senza menzionare le sue indubbie competenze pedagogiche e psicologiche, ma è essenziale sottolineare anche la sua umanità e le sue doti di empatia. Raffaele Iosa era un uomo di scuola dotato di una sensibilità rara, che lo avvicinava ai suoi studenti e colleghi in un modo che rievocava i tempi passati ma con idee assolutamente contemporanee.
